Alla ricerca del Picchio di Kabilye
12 - 19 maggio 2007
1° - 8 settembre 2007
10 - 17 maggio 2008

I "twitcher" sono quella categoria di strane persone che girano il mondo alla ricerca di nuove specie di uccelli da "ticcare", da segnare cioè sulla loro personale lista di specie osservate. Non hanno bisogno di fotografarle, queste specie, a volte neanche di vederle per bene (è sufficiente intravederne la sagoma in una foresta), altre volte ancora non serve loro vederle, basta ascoltarne il canto! (in effetti ci sono specie di uccelli, grandi poco più di un grillo, che vivono nell'erba alta, e a meno che non si pianifichi un incendio doloso, non c'è alcun verso di vederle). Ma il canto della bestiolina è sufficiente per il "tick". E più la bestiolina è rara e localizzata, più il twitcher diventa matto per vederla. Così quando un uccello vive solo ed esclusivamente in un bosco di un paese del mondo, questo uccello è di primaria importanza per il collezionista di ricordi ornitologici. La lunga prolusione introduce un avventuroso tour in Algeria, paese oggi abbastanza tranquillo (ma saremo comunque scortati lungo tutto il tour) che ospita il più raro picchio muratore del mondo, il Picchio muratore di Kabylie, dal nome della regione montuosa settentrionale dell'Algeria dove vive questa carismatica specie. Concentreremo i nostri sforzi per osservare il picchio muratore e nella ricerca incontreremo anche un'altra specie molto interessante, endemica questa del Maghreb, il Picchio di Levaillant. Passeremo la seconda parte della vacanza nel sud del paese, nella regione della leggendaria Tamanrasset, dove vedremo tutte le specie tipiche delle zone umide, delle steppe e delle regionii desertiche pre-sahariane dell'Algeria, inclusi gli altri due endemismi maghrebini, il Codirosso algerino e la Silvia di Tristram.

ITINERARIO

1° giorno) volo Milano - Algeri via Roma. Trasferimento a Setif, dove pernotteremo tre notti.

2° giorno e 3° giorno) il Picchio muratore di Kabylie fu scoperto dal francese Jean Paul Ledant, un ecologo belga, nel 1975 e la scoperta di una nuova specie a pochi chilometri dall'Europa destò entusiasmo nel mondo ornitologico. Il Picchio muratore di Kabylie vive in quattro diverse aree del nord algerino, il Djebel (monte) Babor e le foreste di Guerrouch, Tamentout e Djimla. Cercheremo il nostro uccelletto nella foresta di cedri del Djebel Babor e, se non saremo fortunati, tenteremo con gli altri siti. Oggi la popolazione del Picchio muratore di Kabylie nel Djebel Babor dovrebbe aggirarsi intorno alle ottanta coppie, un numero sufficiente per farci ben sperare, soprattutto se si pensa che la foresta in cui vive l'intera popolazione è di soli 13 kmq. Due altre specie importanti di questa regione sono la Pernice sarda e il Picchio di Levaillant, endemismo maghrebino (condiviso cioè dagli altri stati del Maghreb, Tunisia e Marocco). Altre specie interessanti saranno specie consuete a noi europei, ma ciascuna di esse avrà una tinta africana: la Cincia mora ledouci, il Fringuello comune africana, la Ghiandaia comune cervicalis, la Cinciarella ultramarinus, che ormai è considerata da molti ornitologi una specie a sé stante.

4° giorno) ritorneremo oggi ad Algeri, dove ci imbarcheremo sul volo per Tamanrasset, dove pernotteremo quattro notti.

5° giorno/7° giorno) Tamanrasset è la più importante città dell'Algeria meridionale, importante centro di rifornimento lungo la celebre pista transahariana. La città è situata sul versante meridionale del massiccio dell'Ahaggar. Effettueremo numerose escursioni nella regione, caratterizzata da dune sabbiose, gole rocciose, wadi disseccati ricoperti da rada vegetazione, ma anche lussurreggianti oasi ricche di palmizi. La grande varietà di ambienti fa di questa regione un'importantissima area di sosta per i migratori transahariani. Sono molte le specie tipiche del Nordafrica che potremmo avere la fortuna di incontrare: Ubara africana, Aquila di Bonelli, Lanario, Falco di Barberia, Grandule del Senegal, Grandule coronata, Ganga, Grandule mediterranea, Grandule di Lichtenstein, Corrione biondo, Rondone indiano, Garrulo fulvo, Rondine montana pallida, Scotocerca, Allodola beccocurvo, Allodola del deserto, Allodola codabarrata, Allodola beccogrosso, Allodola di Temminck, Codirosso algerino e Silvia di Tristram (gli altri due endemismi maghrebini), Monachella piangente, Monachella testanera, Monachella del deserto, Amaranto beccorosso, Passera sarda, Passera del deserto, Storno nero, Corvo collobruno, Trombettiere, Zigolo delle case. Durante le escursioni serali, potremmo incontrare alcune delle specie più rare della regione: Succiacapre collorosso, Succiacapre isabellino, e, soprattutto, Gufo reale del deserto, un'enorme gufo color sabbia che è considerato ormai da quasi tutti i tassonomisti come una specie a sé stante.

8° giorno) un volo mattutino ci riporterà ad Algeri, dove ci imbarcheremo sul volo che ci porterà a Milano, via Roma.

SCHEDA TECNICA

Sistemazioni alberghiere
Piuttosto rustico l'hotel di Setif; di buona levatura quello di Tamanrasset.

Difficoltà: Trekking di media difficoltà sul Djebel Babor; temperature diurne molto calde nel deserto.

Bibliografia
Collins Bird Guide, di Mullarney, Zetterstrom, Svensson & Grant, Harper Collins.
Birds of the Middle East and North Africa, di Hollom, Porter, Christensen & Willis, T & A D Poyser.

Costo del tour
Euro 1.540 (supplemento camera singola: Euro 220).

Numero massimo di partecipanti: dodici

Posti a disposizione: dodici in tutte le date