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Alla ricerca del Picchio di Kabilye ITINERARIO 1° giorno) volo Milano - Algeri via Roma. Trasferimento a Setif, dove pernotteremo tre notti. 2° giorno e 3° giorno) il Picchio muratore di Kabylie fu scoperto dal francese Jean Paul Ledant, un ecologo belga, nel 1975 e la scoperta di una nuova specie a pochi chilometri dall'Europa destò entusiasmo nel mondo ornitologico. Il Picchio muratore di Kabylie vive in quattro diverse aree del nord algerino, il Djebel (monte) Babor e le foreste di Guerrouch, Tamentout e Djimla. Cercheremo il nostro uccelletto nella foresta di cedri del Djebel Babor e, se non saremo fortunati, tenteremo con gli altri siti. Oggi la popolazione del Picchio muratore di Kabylie nel Djebel Babor dovrebbe aggirarsi intorno alle ottanta coppie, un numero sufficiente per farci ben sperare, soprattutto se si pensa che la foresta in cui vive l'intera popolazione è di soli 13 kmq. Due altre specie importanti di questa regione sono la Pernice sarda e il Picchio di Levaillant, endemismo maghrebino (condiviso cioè dagli altri stati del Maghreb, Tunisia e Marocco). Altre specie interessanti saranno specie consuete a noi europei, ma ciascuna di esse avrà una tinta africana: la Cincia mora ledouci, il Fringuello comune africana, la Ghiandaia comune cervicalis, la Cinciarella ultramarinus, che ormai è considerata da molti ornitologi una specie a sé stante. 4° giorno) ritorneremo oggi ad Algeri, dove ci imbarcheremo sul volo per Tamanrasset, dove pernotteremo quattro notti. 5° giorno/7° giorno) Tamanrasset è la più importante città dell'Algeria meridionale, importante centro di rifornimento lungo la celebre pista transahariana. La città è situata sul versante meridionale del massiccio dell'Ahaggar. Effettueremo numerose escursioni nella regione, caratterizzata da dune sabbiose, gole rocciose, wadi disseccati ricoperti da rada vegetazione, ma anche lussurreggianti oasi ricche di palmizi. La grande varietà di ambienti fa di questa regione un'importantissima area di sosta per i migratori transahariani. Sono molte le specie tipiche del Nordafrica che potremmo avere la fortuna di incontrare: Ubara africana, Aquila di Bonelli, Lanario, Falco di Barberia, Grandule del Senegal, Grandule coronata, Ganga, Grandule mediterranea, Grandule di Lichtenstein, Corrione biondo, Rondone indiano, Garrulo fulvo, Rondine montana pallida, Scotocerca, Allodola beccocurvo, Allodola del deserto, Allodola codabarrata, Allodola beccogrosso, Allodola di Temminck, Codirosso algerino e Silvia di Tristram (gli altri due endemismi maghrebini), Monachella piangente, Monachella testanera, Monachella del deserto, Amaranto beccorosso, Passera sarda, Passera del deserto, Storno nero, Corvo collobruno, Trombettiere, Zigolo delle case. Durante le escursioni serali, potremmo incontrare alcune delle specie più rare della regione: Succiacapre collorosso, Succiacapre isabellino, e, soprattutto, Gufo reale del deserto, un'enorme gufo color sabbia che è considerato ormai da quasi tutti i tassonomisti come una specie a sé stante. 8° giorno) un volo mattutino ci riporterà ad Algeri, dove ci imbarcheremo sul volo che ci porterà a Milano, via Roma. SCHEDA TECNICA Sistemazioni alberghiere Difficoltà: Trekking di media difficoltà sul Djebel Babor; temperature diurne molto calde nel deserto. Bibliografia Costo del tour Numero massimo di partecipanti: dodici Posti a disposizione: dodici in tutte le date
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