Colorado
galli, pernici & Co
20 aprile - 4 maggio 2013

Il Colorado è uno dei tredici stati di quell’unità amministrativa che è definita Western United States, meno burocraticamente conosciuta come American West, o semplicemente “the West”. E questo mi piace di più, perché evoca quello che questa regione ha rappresentato per me nell’infanzia: il Far West, l’epopea dei coloni sui conestoga, i teepee dei villaggi, gli augh degli indiani, allora sempre cattivi, e gli okay dei cauboi, allora sempre buoni, la caccia al bisonte, le immagini dei film che ho amato e che amo, con i personaggi interpretati magistralmente di volta in volta da John Wayne, James Stewart, Cary Grant, Clint Eastwood e altri grandi artisti (senza dimenticare i mille caratteristi, interpreti di medici alcolizzati, puttane sfregiate e di tutto il vario sottobosco delle città di frontiera). Il Colorado è diviso a metà tra le Montagne Rocciose ad ovest, possente spina dorsale del Nordamerica, e le Great Plains ad est, le Grandi Pianure, dove sciamavano fino a 150 anni fa milioni di bisonti e centinaia di migliaia di indiani, qui Arapaho, Comanche, Cheyenne e Navajo. Quando il mio entusiasmo per le gesta di Buffalo Bill fu filtrato dalla voglia di conoscere la vera storia del Far West, ho imparato che le “gesta” dei pionieri non erano poi così epiche, ho saputo che il Bisonte americano è sull’orlo dell’estinzione proprio a causa loro, e ho saputo del massacro di Sand Creek, che è proprio in Colorado. Quindi andrò volentieri in Colorado, a rivivere le emozioni della mia infanzia e, naturalmente e soprattutto, a vedere uccelli; che in Colorado sono assolutamente unici. Nell’iniziale primavera è possibile vedere, entro i confini dello stato, sei Galliformi, e tutti e sei in display! Tre di essi hanno un areale molto ristretto (Gallo prataiolo maggiore, Gallo prataiolo minore, Gallo della salvia di Gunnison); tre, il Gallo della Salvia maggiore, la Pernice fosca e la Pernice codaguzza, sono molto più diffusi negli Stati Uniti, ma sono estremamente localizzati in Colorado. Se inseriamo in questa lista anche la Pernice codabianca arriviamo a sette specie di Galliformi (se poi vogliamo metterci anche il Tacchino selvatico, la Quaglia di Gambel e la Quaglia squamata, e anche due specie introdotte come il Chukar e il Fagiano comune), possiamo considerare il Colorado come la Mecca degli amanti di galli & affini. Ma il birdwatching in Colorado non sarà solo questo: praterie, paludi e laghi, canyon, foreste di abeti e querce, distese di salvia e di ginepro saranno il teatro di un birdwatching vario e sempre affascinante. L’itinerario è una specie di anello: da Denver, dopo un’escursione sulle Rockies intorno a Georgetown ci muoveremo verso est, fin sul confine con il Kansas; poi scenderemo a sud, fermandoci al Bonny State Park e al Two Buttes Reservoir. Dopo aver visitato le Cimarron National Grasslands, in Kansas, andremo a nord-ovest, visitando gli splendidi Cottonwood e Carrizo Canyon. Ancora verso ovest, con sosta dapprima a Pueblo, poi a Gunnison e poi a Montrose. In questi giorni visiteremo due magnifici monumenti naturali: il Black Canyon e il Colorado National Monument. Chiuderemo l’anello raggiungendo Steamboat Springs, dove saliremo ancora sulle Montagne Rocciose, poi Fort Collins, dove visiteremo le Pawnee National Grasslands e infine Denver. Oltre alle centinaia di specie di uccelli, alcune delle quali sono citate nell’itinerario dettagliato qui sotto, vedremo anche molti mammiferi, come il Cervo della Virginia, il Cervo mulo, l’Alce, il maestoso Wapiti, la Pecora delle Montagne Rocciose, l’Antilocapra (un’antilope endemica del Nordamerica), il Coyote, e, assistiti dalla dea Fortuna, il Bobcat e il Puma

Itinerario

1° giorno) volo Milano – Denver via New York (o Atlanta). Arrivati a Denver ci trasferiremo a Georgetown, 45 miglia ad ovest. Questa graziosa cittadina, di poco più di 1000 anime, annidata nelle Montagne Rocciose, fu fondata nel 1859 durante la Corsa all’Oro del Colorado e diventò presto un centro di capitale importanza nell’industria mineraria. Georgetown sarà la base di partenza per l’esplorazione delle Montagne Rocciose, che faremo domani. Pernotteremo due notti all’Hotel Chateau Chamonix

2° giorno) saliremo oggi sulle Montagne Rocciose, raggiungendo se possibile il Guanella Pass (le condizioni della strada e l’innevamento potrebbero costringerci a scegliere un’altra area, comunque sempre molto produttiva in termini di birdwatching). Il target principale di oggi è la Pernice codabianca, una specie che frequenta le aree più elevate delle Montagne Rocciose, ed è diffusa dall’Alaska al New Mexico. Dovremo raggiungere le zone innevate e cercare con attenzione le chiazze di neve sulle quali la bestiola si mimetizza perfettamente (in questa stagione dell’anno è completamente bianca; in effetti questa specie è l’unica del genere Lagopus a non avere nero sulla coda). Le pernici se ne stanno ben acquattate sulla neve per non finire negli artigli delle Aquile reali, Sparvieri americani o Astori comuni che frequentano queste aree. Lo spettacolo delle Montagne Rocciose, dei boschi di abeti impolverati dalla neve e dei laghetti alpini è di per sé sensazionale. Ma, naturalmente, è reso ancora più eccitante dai numerosi uccelli che vedremo: Allodola golagialla (presto forse Allodola golagialla americana), Ghiandaia grigia, Ghiandaia di Steller, Gazza americana (identica alla nostra, ma considerata specie a sé stante per la separazione geografica), Corvo imperiale comune, Corvo americano, Picchio muratore pettorosso, Picchio muratore pigmeo, Azzurrino montano, Azzurrino occidentale, Junco occhiscuri (vedremo diverse sottospecie di questa specie, e sarà meglio tenerle a mente perché la loro revisione porterà presto allo split di ben otto specie buone), Ciuffolotto delle pinete, Fringuello di Cassin, Crociere comune, Lucarino delle pinete. Il Picchio tridattilo che vedremo è da poco il Picchio tridattilo americano;  potremo vedere altri due picchi: il Picchio villoso e il Picchio nucarossa. Il birdwatching è un hobby diffusamente praticato negli Stati Uniti, e molti appassionati sistemano mangiatoie in ogni dove: in quest’area del Colorado esse sono frequentate, tra le altre specie, da tutte tre le specie di “fringuelli-rosei”, uccelli vagamente simili al nostro Ciuffolotto scarlatto; saremo aiutati dal nostro contatto locale e avremo quindi buone chances di vedere il Fringuello roseo capobruno, il Fringuello roseo capogrigio e il Fringuello roseo nero. Le mangiatoie sono frequentate anche da Cince capinere, Cince montane, Picchi muratori pettobianco, Junchi fianchirosa, Junchi dell’Oregon e Junchi testagrigia (tre sottospecie, ma vedi sopra). Placide e indifferenti agli umani, ai fianchi della strada che si inerpica lungo le Montagne Rocciose, ruminano cornutissime Pecore delle  Montagne rocciose (le corna che danno loro il nome inglese, Bighorn, possono pesare fino a 14 kilogrammi)

3° giorno) attraverseremo oggi le Grandi Pianure che si estendono ad est delle Montagne Rocciose e non posso fare a meno di ricordare ciò che accadde in queste Great Plains, tutto quello che nella mia infanzia, e in quella suppongo di molti altri ha significato in termini di giochi, sogni, cinema e avventura. Attraversando le pianure del Colorado potremo vedere come in un film, un film western naturalmente, le mandrie di bisonti, gli Arapaho, i Comanche e i Cheyenne, il massacro di Sand Creek . La realtà ornitologica di oggi consiste nelle decine di specie, più o meno comuni, che incontreremo durante il viaggio per Wray, nella contea di Yuma, vicino al confine con il Kansas. Ricordiamo qualche specie di rapaci, come la Poiana codarossa e il Gheppio americano, e poi Tortora piangente americana, Tortora dal collare orientale, Merlo alirosse, Sturnella occidentale, Gracula comune. Pernotteremo al Doc's Bed & Breakfast

4°giorno) il momento migliore per birdwatching è sempre il mattino presto. E lo è soprattutto mattinate come queste, in cui dovremo raggiungere il teatro del nostro birdwatching prima che arrivino i protagonisti alati di esso, e cioè i maschi del Gallo prataiolo maggiore, uno straordinario tetraone del Nordamerica considerato vulnerabile da BirdLife International; la sua distribuzione è infatti ristretta alle aree miste di prateria naturale e coltivazioni del l’ovest statunitense. Arriveremo al lek di questo eccezionale “fagiano” con l’oscurità ed entreremo in una piccola, ma confortevole roulotte di osservazione. Dovremo aspettare le prime luci dell’alba per ammirare uno spettacolo unico: i maschi corrono uno contro l’altro, si inarcano, saltano in aria, ruotano vorticosamente su se stessi, emettono  richiami rimbombanti, gonfiano i sacchi cervicali gialli, erigono a guisa di antenne le piume nucali. All’arrivo delle femmine, dal piumaggio molto più dimesso, rumori, colori e attività del lek aumentano a dismisura, fino a che tutti i maschi dominanti si sono accoppiati con le femmine a disposizione. Quando tutti gli individui avranno lasciato il lek potremo uscire dalla roulotte e iniziare un birdwatching più random; sono molte infatti le specie che frequentano l’ambiente di prateria, come ad esempio l’Averla stolida, il Passero vespertino, il Cardellino americano. Con il cannocchiale spazzeremo la prateria con attenzione nella speranza di incrociare una Civetta delle tane, di guardia all’ingresso della sua abitazione. Inizieremo poi la discesa verso sud, lungo il confine con il Kansas fino a raggiungere Elkhart, dove pernotteremo al Cottage Inn. Lungo il percorso visiteremo due zone umide di importanza strategica per la migrazione di uccelli acquatici e Passeriformi: Bonny State Park e Two Buttes Reservoir. Tra le molte specie che vedremo ricordiamo le più interessanti: Pellicano bianco americano, Cormorano doppiacresta, Airone azzurro maggiore, Oca dellenevi, Oca del Canada (il gruppo “Oca del Canada maggiore”, uno dei quattro candidati allo split), Oca di Ross, Germano reale, Alzavola americana, Canapiglia, Fischione americano, Mestolone comune, Codone comune, il meraviglioso Quattrocchi minore, Gobbo della Giamaica, Folaga americana, Avocetta americana, Totano zampegialle maggiore, Gambecchio di Baird, Killdeer, Chiurlo beccolungo, Gavina americana, Gabbiano di Franklin,Gabbiano reale americano. Ci godremo lo spettacolo degli Svassi occidentali, che, in coppia, fianco a fianco, corrono letteralmente sospesi sulla superficie dell’acqua. L’ambiente intorno ai due reservoir è molto vario, e le siepi, boschetti, campi e praterie, ospitano una pletora di uccelli e uccelletti tra cui Fagiani comuni, introdotti, e autentici Tacchini selvatici, Avvoltoi tacchino, Picchi lanuginosi, Picchi aurati, Azzurini orientali, Passeri capobianco, Gracule codalarga. Cercheremo negli alberi intorno al reservoir di Bonny i nidi che ospitano i Gufi reali della Virginia, già in cova

5° giorno) oggi secondo dei sei Fasianidi (cinque tetraoni) che allieteranno questo viaggio: il Gallo prataiolo minore. Anche per questa specie è necessaria una levataccia, sia per avere le migliori chance di vedere l’animale, che per il nostro consueto atteggiamento responsabile nei confronti degli uccelli che inseguiamo: entrare nell’osservatorio prima di essi e uscirne dopo, così da annullare le possibilità di disturbo. Anche il Gallo prataiolo minore infatti è una specie vulnerabile: dai diversi milioni che in tempi storici sciamavano nelle pianure del West, ne restano oggi poche decine di migliaia. Le Cimarron National Grasslands rappresentano il posto migliore dove vedere l’eccezionale display del Gallo prataiolo minore (per molti versi simile a quello del cugino maggiore), quasi uguale al Gallo prataiolo maggiore, solo un poco più piccolo,come suggerisce il nome, e con le sacche aeree cervicali rosso acceso e non gialle. Terminato lo show, avremo tempo di cercare nella praterie le altre specie interessanti, tra le quali ricordiamo: Poiana tabaccata, Falco delle praterie (reminiscente del nostro Falco sacro), Corvo imperiale del Chihuahua, Passero di Cassin, Zigolo alaudino, Vaccaro testabruna. Nel pomeriggio proseguiremo per Springfield, dove pernotteremo due notti allo Stage Stop Hotel

6° giorno) esploreremo oggi il magnifico Cottonwood Canyon e, se avremo tempo e ci mancherà qualcuna delle specie previste, anche il Carrizo Canyon. I canyon del sud-est del colorado sono ambienti magici, pieni di natura, ma anche di storia (le rocce del Carrizo sono ricche di incisioni rupestri precolombiane). Gran parte della vegetazione è “cottonwood” e cioè un gruppo di pioppi endemici del Nordamerica, ma ci sono anche tappeti di ginepro e cactus. Nelle aree più ombreggiate dei canyon, dove scorrono ruscelli e torrenti, l’avifauna è ricca e speciale. Due splendidi picchi sono abbastanza comuni al Cottonwood Canyon: Picchio scalare e Picchio di Lewis. E vedremo anche Anatra sposa, Nibbio del Mississipi, Spaviere di Cooper, Solitario di Townsend, Cincia di macchia, Fibi di Say, Fibi orientale, Touì dei canyon, Scricciolo di Bewick, Scricciolo di roccia, Regolo caporubino, Passero caporossiccio, Passero canoro, Fringuello delle case. Ci fermeremo fin verso sera per tentare di localizzare l’Assiolo americano occidentale

7° giorno) oggi ci trasferiremo a Pueblo, dove pernotteremo all’hotel Wingate by Wyndham. Ci fermeremo ad un lago artificiale nei pressi della città dove potremo vedere un bel numero di uccelli acquatici: Svasso di Clark (anch’esso, come il molto simile Svasso occidentale, corre sull’acqua in punta di “piedi”), Podilimbo, Svasso cornuto, Svasso piccolo, Alzavola cannella, Marzaiola americana, Moriglione dorsotelato, Totano zampegialle minore, Beccaccino di Wilson, Gabbiano di Bonaparte, Gambecchio americano. Prima di eseguire in nostro check-in in hotel, ci spingeremo sui primi contrafforti delle Montagne Rocciose (Pueblo è alle falde della spina dorsale americana) per cercare qualche specialità terragnola locale, come la Tortora inca, la Tortora alibianche, la Ghiandaia azzurra, la graziosissima Quaglia squamata e il Mimo beccocurvo

8° giorno) da Pueblo ci dirigeremo verso ovest, attraversando, prima di raggiungere Gunnison, le contee di Fremont e Chaffee. Negli ambienti aridi intorno a Pueblo avremo l’opportunità di vedere il Mimì maggiore (il nome che gli ho dato si riferisce ovviamente al celeberrimo arcinemico di Willy Coyote – che per inciso avremo occasione di vedere più avanti nel tour): questa specie è una sorta di cuculo terragnolo, che raramente vola e più spesso, quasi sempre, corre. Una curiosità: il Mimì è l’unico uccello che attacca i serpenti a sonagli: il Mimì agisce in coppia, un uccello distrae il rettile e l’altro lo infilza con il becco, uccidendolo poi sbattendogli la testa contro una roccia. Inizieremo a salire sulle Montagne Rocciose, dove, lungo i corsi d’acqua vedremo lo Smergo maggiore, il Martin pescatore del Nordamerica e il Merlo acquaiolo americano. Raggiungeremo il Monarch Pass, a 3448 metri e nelle sue vicinanze avremo buone opportunità di osservare uccelli tipicamente alpini, come il Ciuffolotto delle pinete, la Nocciolaia di Clark e, con fortuna, la Ghiandaia delle pinete, un bellissimo Corvide interamente azzurro, molto localizzato e irregolare da queste parti. Pernotteremo al Water Wheel Inn di Gunnison

9° giorno) una grande giornata anche oggi, giorno del terzo Galliforme del viaggio,lo spettacolare Gallo della salvia di Gunnison. Fino a pochi anni fa la popolazione del Colorado e dell’Utah del Gallo della salvia era considerata solo una sottospecie (minimus). Studi morfologici, etologici e genetici hanno portato alla conclusione che si tratta invece di una specie buona; le dimensioni minori, il piumaggio della coda e della testa e il display sono significativamente differenti nelle due specie. Come per le due specie precedenti, arriveremo al lek con l’oscurità, pronti per ammirare lo spettacolo: salti e girotondi, code sollevate, i coloratissimi sacchi cervicali gonfi fino quasi a scoppiare, matasse di soffici piume bianche. Il resto della mattinata sarà dedicato alla ricerca degli uccelli della prateria o, se ci mancasse qualche specie montana, potremmo risalire sulle Montagne Rocciose per colmare la lacuna. Durante il giorno effettueremo anche un sopralluogo all’Evelyn Lane, dove sono stati posizionate mangiatoie che attraggono molte specie; avremo l’opportunità di (ri)vedere tutte le tre specie di “fringuelli rosei”, e, nei boschi circostanti, nuove specie, come il Vireo canoro, il Vireo occhirossi, il Fibi nero, la Parula gialla, la Parula fianchicastani, la Parula di MacGillivray, l’Uccello gatto grigio, il Cardellino minore. In una zona umida vicino a Gunnison potremo vedere, tra le altre specie di uccelli acquatici più comuni, due ralli difficili da osservare (come tutti i ralli in tutto il mondo): Sora e Rallo della Virginia. Nel pomeriggio, sulla via per Montrose, visiteremo lo splendido reservoir di Blue Mesa, un lago artificiale in cui sono state registrate, durante lemigrazioni, fino a 25 specie di anatre e 25 di limicoli, oltre che sterne e gabbiani (il Gabbianello e il Gabbiano di Sabine sono stati osservati qui qualche volta); ecco una lista selezionata degli uccelli di Blue Mesa: Strolaga maggiore, Strolaga del Pacifico, Airone bianco maggiore, Garzetta nivea, Airone guardabuoi, Airone verde, Ibis facciabianca (molto simile al nostro Mignattaio), Falco pescatore, Aquila calva, Piro piro macchiato, Piro piro solitario, Cavaliere collonero, Totano semipalmato, Piro piro semipalmato, Piro piro dorsobianco, Piro piro zampelunghe, Falaropo beccosottile, Gabbiano di California, Sterna comune, Mignattino comune. Pernotteremo all’Uncompahgre Bed & Breakfast 

10° giorno) visiteremo oggi il magnifico Black Canyon, da poco elevato a rango di parco nazionale. Qui abbiamo appuntamento con un altro lekking display, quello della Pernice fosca, quarto Galliforme del tour. Il Blak Canyon è una profonda fenditura nelle Montagne Rocciose, al fondo della quale scorre l’impetuoso fiume Gunnison. Lo spettacolo delle pareti rocciose che si ergono perfettamente verticali, dipinte dai minerali che vi si sono depositati in milioni di anni, è mozzafiato. Intorno al canyon il paesaggio è costituito da foreste di pino e ginepro, arbusti, distese di salvia e boschi di querce. La consueta levataccia ci permetterà di arrivare al lek della Pernice fosca in tempo per osservare il suo fantastico display: la coda aperta a ventaglio è vagamente reminiscente del nostro Gallo cedrone, ma i sacchi gulari (tipici di tutti i Galliformi nordamericani) vermigli e il piumaggio grigiastro e non nero marcano la grande distanza tassonomica tra le due specie. Nella vegetazione che tappezza il bordo del canyon troveremo altre interessanti specie, come la Ghiandaia di macchia occidentale, il Merlo di Brewer, il Touì macchiato. In serata raggiungeremo Grand Junction, dove pernotteremo al Willow Pond

11° giorno) ci trasferiremo oggi a Steamboat Springs, nell’angolo nord-occidentale del Colorado. Di prima mattina ci recheremo ad un altro bellissimo parco, situato poche miglia ad ovest di Grand Junction, il Colorado National Monument; lungo la strada investigheremo un’area di prateria a salvia dove cercheremo il Mimo della salvia e il Passero della salvia; passeremo poi per una zona umida dove potremmo vedere, oltre alle numerose specie di anatre già osservate, il Quattrocchi d’Islanda, l’Orco marino (la ssp nordamericana deglandi, possibile futuro split) e la Moretta codona. Il canyon del Colorado National Monument è formato da arenaria, e i contrasti cromatici tra le pareti rossastre e i boschi verde scuro che ne tappezzano le rime realizzano uno spettacolo affascinante. Sul canyon volano numerosi rapaci, come l’Aquila reale, la Poiana codarossa, la Poiana tabaccata, il Falco pellegrino, intersecati spesso da stormi sfreccianti di Rondoni golabianca. Nella vegetazione del canyon cercheremo le specialità locali, come la bellissima Quaglia di Gambel, il Passero golanera, il Vireo grigio, il Pigliamosche grigio, il Pigliamosche golacenere, la Parula grigia golanera, lo Scricciolo dei canyon, la Cincetta dei ginepri. Pernotteremo due notti al Mariposa Lodge

12° giorno) il quinto gallinaceo del nostro tour è previsto per oggi: la Pernice codaguzza è abbastanza comune, in Colorado, solo nella sua regione nord-occidentale. Questa specie era conosciuta ai nativi americani come la “pernice del fuoco” perché il suo habitat preferito, sia per il lekking che per la nidificazione erano le aree di praterie bruciate di recente. Al primo levar della luce arrivano i primi maschi che, collo in avanti e ali abbassate, caricano i concorrenti vicini, senza tanti complimenti, gonfiando ancora una volta le sacche cervicali rossastre. Al termine della spettacolare rappresentazione (pochissimo tempo dopo la piena luce) inizieremo il birdwatching nelle aree circostanti; tra le specie più interessanti che potremmo vedere, ricordiamo: Aquila calva, Gru canadese, Tarabuso americano, Piccione codafasciata, Rondine arboricola americana, Rondine muraiola, Oriolo di Bullock, Vireo di Cassin, Parula di Townsend, Tanagra occidentale, Ittero testagialla. Faremo una scappata ad un reservoir nelle vicinanze dove potremmo aggiungere altre specie di uccelli acquatici alla nostra già corposa checklist: Quattrocchi d’Islanda, Quattrocchi comune, Moriglione testarossa, Moretta minore, Moretta dal collare. Brucano l’erba maestosi Wapiti (la controparte americana del nostro Cervo) e nervose Antilocapre (questa curiosa antilope, endemica del Nordamerica, è di difficile collocazione sistematica: il suo parente più prossimo è la Giraffa e i tassonomisti non hanno trovato niente di meglio che assegnarle una famiglia tutta per lei). Non dovrebbe essere difficile vedere qualche solitario Coyote che trotterella sulla prateria

13° giorno) è il giorno, oggi, dell’ultimo Galliforme in display, il Gallo della salvia comune. Fino a pochi anni fa questa specie e il più piccolo cugino, il Gallo della salvia di Gunnison, erano la stessa specie, ma, per i motivi già ricordati più sopra, oggi possiamo “ticcare” due specie. Il display è altrettanto ricco e fantasmagorico come quello del suo prossimo parente: penne erette, coda spiegata, sacchi gulari tesi fino quasi a scoppiare, salti e balli, grida rimbombanti. Quando tutti i maschi avranno terminato la loro coreografica cerimonia, ci dirigeremo verso est, non prima di aver dato un’occhiata alla prateria di questo angolo di Colorado, dove potremmo incontrare le ultime Poiane calzate che hanno svernato qui, insieme ad altre specie interessanti, come Cigni trombettieri in migrazione, Nitticore comuni, Gufi comuni e Gufi di palude, Colibrì rossicci (sembra strano, ma gli Stati Uniti ospitano una decina di specie di questi graziosissimi uccelletti, tradizionalmente associati alle regioni tropicali). Ci spingeremo poi a est, attraverso le Montagne Rocciose, dove pernotteremo all’Edwards House B&B di Fort Collins

14° giorno) ci sveglieremo di prima mattina per visitare l’ultimo parco di questo eccezionale viaggio: Pawnee National Grasslands. Fino agli anni trenta questa regione del Colorado era intensamente coltivata, ma poi ci fu un periodo di violente tempeste di sabbia e conseguente grande siccità, conosciuta come Dust Bowl o Dirty Thirties, e tutti i coloni la abbandonarono. Se ciò fu una tragedia dal punto di vista economico, non altrettanto si può dire della wildlife, che si differenziò in centinaia di forme vegetali e animali. Dal nostro (birding) punto di vista, le praterie si riempirono di uccelli stanziali e migratori (numerosi piccoli stagni e laghetti punteggiano le Grasslands). Due limicoli , in particolare, nidificano nell’erba del parco: lo strano Piro piro codalunga e il rarissimo Corriere montano (la sua silhouette ricorda vagamente la Pavoncella gregaria). In cielo numerose Poiane di Swainson ispezionano la pianura alla ricerca di qualche incauto Cane della prateria lontano dall’imbocco della sua tana. Graziosissimi Zigoli collocastano e Zigoli di McCown punteggiano, come tante piccole chiazze di colore, il tappeto monocromo della prateria (come nota tassonomica, ricordo che recentemente tutti gli zigoli nordamericani – ma inclusi anche il nostro Zigolo di Lapponia e Fringuello delle nevi – sono stati spostati dalla famiglia Emberizidae e spostati in una nuova famiglia, appositamente creata, Calcariidae). Raggiungeremo nel tardo pomeriggio Denver, dove pernotteremo in un motel nei pressi dell’aeroporto

15° giorno) trasferimento all’aeroporto di Denver e imbarco sul volo che ci riporterà in Italia, via Atlanta (o New York). Arrivo a Milano in tarda serata e fine del viaggio

Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere
Le sistemazioni sono in hotel tre stelle e in graziosissimi lodge e country-hotel.

Difficoltà: nessuna.

Bibliografia
Field Guide to the Birds of Western North America, di Sibley, A & C Black
In considerazione del principale target del viaggio, utile la lettura di: Pheasants, Partridges and Grouse Including Buttonquails, Sandgrouse and Allies, di Steve Madge and Phil McGowan, Christopher Helm

Costo del tour
Euro 2.570

Numero massimo di partecipanti: quattordici

Foto del banner: Gallo della salvia comune Centrocercus urophasianus (© Alan D. Wilson 2008, Creative Commons 3.0 Unported)

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