Ande & Amazzonia
8 – 25 agosto 2007
2 – 19 luglio 2008
8 – 25 ottobre 2008

Il Sudamerica è conosciuto come “the Bird Continent”, il continente degli uccelli; con le sue 3000 e più specie, l’America del Sud è il continente con la più ricca avifauna. La posizione geografica dell’Ecuador, la discreta rete stradale e la presenza di lodge e alberghi di buona levatura, fanno di questa nazione la meta preferita di tanti birdwatcher, che possono trovare, in un’area relativamente poco vasta, due delle più suggestive regioni del Sudamerica e del mondo: le Ande e l’Amazzonia. E questo ORNITOUR in Ecuador ci porterà proprio là, nelle foreste subtropicali andine, sulle sterminate distese del paramo, nel magico mondo d’acqua amazzonico. La cordigliera delle Ande, spina dorsale del Sudamerica, offre paesaggi stupendi e uccelli di prima grandezza; visiteremo l’area ornitologicamente più ricca e famosa dell’intero continente: Mindo. Altre mete della vacanza sono il celeberrimo vulcano Cotopaxi e il passo di Papallacta. Durante il nostro soggiorno sulle Ande pernotteremo in un piccolo albergo della capitale, gestito da una famiglia italiana (con quel che ne consegue dal punto di vista dell’ospitalità e della cucina) mentre durante l'esplorazione delle foreste nebulose di Mindo, pernotteremo quattro notti al Sachatamia Lodge e due notti al Bellavista Lodge, celeberrimo per uno dei suoi uccelli più ricercati, la Pitta formichiera gigante. In Amazzonia pernotteremo sei notti al lodge La Selva, sul Rio Napo. La foresta e le lagune intorno al lodge, situato all'interno del Parco Nazionale Yasuni, rappresentano l'area ornitologicamente più importante di tutta l'Amazzonia ecuadoreña! Aiutati dallo staff naturalistico del lodge, potremo vedere le mille forme della meravigliosa fauna locale. ORNITOUR ha visitato l'Ecuador per la prima volta nel 1999 e questo sarà il suo terzo viaggio.

ITINERARIO

1° giorno) volo Iberia Milano Linate – Quito, via Madrid. Arrivo a Quito e trasferimento all’Hostal Las Alpes, nel centro della capitale, dove pernotteremo. Il nome dell’hotel non trae in inganno; in effetti il suo arredamento ricorda molto una baita alpina. Ma gli uccelli che ne frequentano il patio e i giardini non lasciano spazio ad errori: sui fiori del delizioso piccolo chiostro, volano tre specie di colibrì e sui tetti dell’hotel si possono vedere Gheppi americani, Tordi giganti e Tortore orecchiute.

2°/7° giorno) ci trasferiremo oggi a Mindo, dove pernotteremo quattro notti al Sachatamia Lodge e due notti al Bellavista Lodge. Il Sachatamia è un lodge recentemente costruito: piuttosto spartano come costruzione, ha l’enorme vantaggio di essere al centro di una delle più belle foreste del Sudamerica, il birding-spot più famoso dell’intero continente. A Mindo sono state censite 430 specie di uccelli, incluse 20 specie endemiche del Chocò (la regione che comprende la Colombia occidentale e il nord-ovest dell’Ecuador) e una, l’Aracari beccochiaro, endemico dell’Ecuador
Sulla strada per Mindo, ci fermeremo ad esplorare la regione di Yanacocha, caratterizzata dalla presenza di piccoli boschi e di grandi distese di paramo, la tipica prateria andina; lungo la strada di Yanacocha sono stati piazzati, dalla locale società di protezione della natura, molte mangiatoie di acqua zuccherata, a cui vedremo affaccendarsi centinaia di colibrì di diverse specie, dalle più comuni, come il gigantesco (si fa per dire) Alazaffiro, al minuscolo e spettacolare Smeraldo delle Ande, con più di una chance di vedere il Fiocchetto pettonero, il più raro colibrì dell'Ecuador, di recente riscoperto a Yanacocha
Poco prima di Mindo ci fermeremo in prossimità del Tandayapa Pass, dove saremo ospiti di un birdwatcher americano che ha eletto la foresta tropicale a sua dimora; grazie ai bird-feeders che Tony ha piazzato nel giardino di casa sua, nell'Ornitour del 2004 abbiamo visto, in mezz'ora, 22 specie di colibrì! (la conta finale del viaggio è stata di 47 specie)
Il colpo d'occhio che offre il paesaggio di Mindo è magnifico e la foresta temperata subtropicale che si stende in prossimità del villaggio offre un colpo d’occhio sensazionale; giganteschi alberi incrostati di muschi e bromelie, felci arboree alte come palazzi, liane, enormi foglie. All’interno di questa foresta sembra che non ci siano uccelli, ma, fermandosi ad ascoltare, aiutati dalla nostra espertissima guida locale, potremo localizzare uccelli coloratissimi, come il Quetzal testadorata, l’Aracari beccochiaro, il Parrocchetto barrato, il Motmot rossiccio. E vedremo una torma di altri graziosissimi colibrì dai nomi suggestivi, come la Fatina capoviola, il Brillante imperatore, il Coronetto pettocastano, l’Eliangelo dalla gorgiera, la Silfide codaviola; e forse potremo vedere lo spettacolare Tarabuso del sole e la sua straordinaria parata nuziale. Effettueremo un’escursione nella foresta, fino ad una cascata dove vedremo il Merlo acquaiolo capobianco, la bellissima Anatra dei torrenti e, soprattutto, il Galletto di roccia delle Ande, che incontreremo in una delle sue arene di canto favorite
Al Bellavista Lodge cercheremo assiduamente la Pitta formichiera gigante, la specie più ambita di questa regione, e insieme ad essa potremo vedere il Barbetto tucano, il Trogone mascherato, il Picchio possente, il Tucano montano beccoplaccato, il Beccogrosso panciagialla. E vedremo molte specie dei tipici uccelli delle foreste sudamericane, mimetici ed elusivi, ma non abbastanza da sfuggire alla bravura della nostra guida; tra di essi, ricordiamo per la loro bellezza, il Guanciariccia striato, il Cacciarami fiammato e il Rampicatore montano. Nei pressi del lodge ci fermeremo in una foresta che offre le maggiori possibilità di vedere uno degli uccelli più rari dell'area, il Fringuello tanagra.

8° giorno) effettueremo le ultime escursioni nella foresta di Mindo e nel pomeriggio torneremo a Quito, dove pernotteremo altre tre notti all’Hostal Las Alpes.

9° giorno) escursione al Parco Nazionale del Cotopaxi: per avere le migliori chances di un proficuo birdwatching partiremo in primissima mattinata; le condizioni atmosferiche infatti, per solito belle al mattino, si guastano un poco al pomeriggio, quando non sono infrequenti foschia e piovaschi. Il parco, dominato dal Cotopaxi, il più alto vulcano attivo al mondo, offre la possibilità di osservare uccelli di ambienti diversi: gran parte del parco è costituito da paramo, una prateria umida spesso spazzata dal vento, e interrotta qua e là da paludi e lagune, ma ci sono anche arbusti e boscaglia, piccole gole e qualche boschetto. Cominceremo la salita cercando, all’ingresso del parco, la Civetta delle tane e proseguiremo cercando le decine di specie di passeriformi che frequentano i prati e i cespugli lungo la strada; tra di essi spiccano per bellezza i colibrì, tra cui ricordiamo l’Orostella del Chimborazo, il Colibrì gigante che, come dice il nome, è il più grosso colibrì del Sudamerica, il Cinclode beccorobusto, uno degli “stranissimi” passeriformi neotropicali (vedremo cinclodi, conibecchi, tiranni terragnoli, pitte formichiere, fornai, canestrai e altre amenità del genere). Ci fermeremo alla splendida Laguna de Limpiopungo, dove, sull’acqua e sulle praterie umide circostanti, vedremo Codoni beccogiallo, Alzavole marezzate, Gabbiani delle Ande, Pavoncelle delle Ande, Beccaccini nobili, Folaghe ardesia, Falaropi di Wilson, Piro piro solitari, Gambecchi minimi. Potremmo vedere anche qualche rapace: soprattutto il Caracara caruncolato, la Poiana della puna, il Falco aplomado. Arrivati quasi in cima al Cotopaxi, prorio sotto il nevaio che ne disegna la vetta, cercheremo nelle praterie e nei campi di lava uno dei limicoli (ma assomiglia di più a una pernice) più rari al mondo, il Tinocoro panciarossiccia.

10° giorno) oggi percorreremo la strada che porta a Baeza, concentrandoci sul passo di Papallacta, situato a 3960 metri di altitudine. Quest’area offre eccellenti opportunità di vedere molte delle specie che vivono negli arbusti di Polylepis, come il magnifico Conibecco gigante, la spettacolare Tanagra capodorato, il Tucano montano becconero. Ma il target principale di oggi è il mitico Condor delle Ande, che speriamo di veder volare insieme agli altri rapaci tipici della zona (in verità il Condor non è un rapace: tutti i tassonomisti sono ormai d’accordo sul fatto che il Condor delle Ande e tutti gli altri avvoltoi americani siano in realtà delle cicogne “modificate”).

11° giorno) un breve volo ci farà attraversare oggi le Ande, verso est; ci recheremo poi all’imbarcadero dove un emozionante viaggio in battello ci porterà al nostro lodge. Arriveremo in tempo per una prima esplorazione della foresta intorno al lodge, dove pernotteremo sei notti.

12°/16° giorno) il Rio Napo è semplicemente uno dei “top birding spots” del mondo. In questa regione si possono vedere sette diverse specie di tinami, 19 di pappagalli, sette tucani, otto cotinghe (gli uccelli più spettacolari!), 34 specie di tanagre, undici di piumini e 50 di formichieri. Ma, al di là del numero di specie, che comunque non sono mai, a causa della vegetazione fitta e intricata, facili da osservare, l’esperienza amazzonica è unica e ogni momento può portare emozioni incredibili, come l’avvistamento di un Giaguaro o di un Ocelot, l’incontro con una tribù di scimmie o con uno stormo di uccelli di una ventina di specie diverse. Quest’ultima è la caratteristica del birdwatching nelle foreste equatoriali: sembra che non voli nulla e poi, tutto ad un tratto, arriva un’ondata di uccelli, talmente compatta, talmente multicolore che risulta difficile identificarne in pochi minuti tutti i componenti. Fortunatamente, il lodge possiede strutture e uomini che ci metteranno in grado di vedere centinaia di uccelli (nell'Ornitour del 2004 ne abbiamo registrate 172 in quattro giorni!); tra gli uomini ricordiamo Rodrigo Herrera, la nostra guida passata e futura, la cui abilità nel localizzare, prima, e identificare, poi, una cosetta marrone nel folto della foresta è davvero stupefacente. Tra le strutture ricordiamo la fitta trama di sentieri disegnata lungo tutta la riserva, il "salt-lick" dove si riuniscono migliaia di pappagalli (vengono a mangiare il sale contenuto nel terreno di una scarpata di fronte alla quale è stato costruito un capanno) e, soprattutto, la "canopy tower", una torre d'osservazione costruita nella foresta: a quaranta metri di altezza saremo a tu per tu con il formicolio delle fronde più alte degli alberi amazzonici, l'unico modo per ammirare uccelli altrimenti impossibili da vedere; nell'Ornitour del 2004, dalla torre abbiamo visto, in un'ora, 56 specie di uccelli! E’ inutile elencare tutte le specie che si potrebbero osservare; ricordiamo soltanto le più spettacolari e importanti. Vedremo il Tarabuso del sole, l'Airone tigrato rossiccio, l'Airone zigzag, l'Airone agami, Il Nibbio bidentato, il Nibbio beccosottile, il Caracara nero, il Caracara testagialla, l'Avvoltoio re, l'Avvoltoio testagialla maggiore, il Guan di Spix, il Guan fischiatore golablu, il Ciacialaca marezzato (il nome deriva dal monotono richiamo dell'animale: ciac-ciac-ciac), l'Hoazin (uccello fetente, lo chiamano! uno ogni albero intorno al lodge!), la Pavoncella bianconera, il Rallo boschereccio collogrigio, il Pollo sultano azzurro, lo Svassorallo americano, il Corriere dal collare, la Sterna beccogiallo, il Picione piombato, l'Ara gialloblu, il Parrocchetto alicobalto (al "salt-lick" vedremo migliaia di pappagalli di quattro specie diverse), il Nittibio maggiore, il Nittibio codalunga, il Trogone dal collare (insieme ad altre tre specie di trogoni), il Martin pescatore rossoverde (insieme a tutte le altre specie di martini amazzonici), il Piumino collobianco (insieme ad altre sette specie di piumini, una famiglia tipica del Sudamerica), l'Aracari fasciato, l'ubiquitario e spettacolare Picchio ciuffogiallo (insieme ad altre otto specie di picchi), lo spettacolare Formichiere piumebianche, insieme a numerose altre specie di "formichieri", un'altra tipica famiglia neotropicale (durante l'Ornitour del 2004, Rodrigo ha persino scoperto una specie di formichiere mai registrata prima a La Selva, lo Scricciolo formichiero amazzonico!), il Beccaio cannella, il Beccaio capinero, la Titira codanera, il Manachino codafili, il Manachino capoazzurro, la Piha urlatrice (nome quanto mai azzeccato), la Cotinga golaprugna, il Corvo beccafrutta collonudo, l'Uccello parasole amazzonico, il Kiskadi minore, il Pigliamosche becco a barca, l'Attila cannella, il Donacobio, la Tanagra del paradiso, l'Eufonia panciarossiccia, il Mielero viola, il Cardinale capirosso, il Vaccaro gigante, il Cacicco groppagialla, l'Oropendola dorsorossiccio (N.B. Tutte le specie di uccelli citate sono state osservate almeno una volta nel tour del 2004). Tra i mammiferi abbiamo già citato i leggendari carnivori, ma potremo vedere, con più facilità, tapiri, scimmie urlatrici, scimmie scoiattolo, tamarini, acouchi, uistiti e bradipi.

17° giorno) ritorneremo oggi, via fiume prima e in aereo poi, a Quito, dove ci trasferiremo all’Hostal Las Alpes per una rinfrescatina e una rapida cena. Andremo poi all'aeroporto di Quito per l'imbarco sul volo per Madrid.

18° giorno) arrivo a Madrid e coincidenza per Milno Malpensa. Arrivo a Milano e fine del viaggio.

SCHEDA TECNICA

Sistemazioni alberghiere
Hostal e lodge di buona levatura.

Difficoltà: E’ necessaria una discreta forma fisica: al Cotopaxi effettueremo escursioni a 4000 metri di altezza e a Mindo effettueremo un trekking di qualche ora nella foresta. In Amazzonia il clima è molto caldo e umido.

Bibliografia
The Birds of Ecuador, di Ridgely & Tudor, Christopher Helm.

Costo del tour
Euro 4.620 (supplemento camera singola: Euro 390).

Numero massimo di partecipanti: dieci

Posti a disposizione: dieci in tutte le date