Birdy - L'Editoriale

Il mio nome è Bailo. Mauro Bailo, e sono l'autore, o meglio il responsabile, delle righe che seguono, delle parole che battezzano la nascita di Birdy, un magazine elettronico di ornitologia & scienze naturali, o meglio, di birdwatching & natura. Una rivista naturalistica on-line è uno strano concetto; essa prevede l’utilizzo di uno dei più potenti e innaturali strumenti della moderna tecnologia, internet e la sua virtualità, per parlare di uno degli aspetti più antichi e sinceri del nostro mondo, la natura.

Grande cosa internet! Grande cosa poter pubblicare una rivista di quasi cento pagine senza spendere un euro di carta, senza tritare nessun albero, senza far pagare una lira ai lettori.

L’editoriale del numero zero di una rivista dovrebbe contenere una dichiarazione di intenti e una spiegazione dei contenuti. Per quanto attiene ai secondi, la home page, che del magazine è il sommario, offre un colpo d’occhio esaustivo su quello che io e gli altri valorosi redattori avevamo in mente quando ci siamo riuniti per mettere in moto questo progetto.

Avevamo in mente quello che poi abbiamo, anche se solo in un numero sperimentale, realizzato; e cioé una rivista di birdwatching e, con grazioso doppiosenso, di altra natura. Chi conoscesse un’altra mia iniziativa editoriale, che si chiamava (dall’imperfetto si può facilmente evincere il suo passaggio a miglior vita) BW - Rivista Italiana di Birdwatching, non si aspetti lo stesso stile. Birdy è molto meno tecnica di BW, è più lieve, più gradevole a leggersi, di più ampi orizzonti.

Birdy è dedicata agli amanti degli uccelli e della natura. Chi sa cos'è il birdwatching non ha bisogno di altre spiegazioni se non le brevi istruzioni che dò più avanti nell’editoriale. Chi invece è capitato su questa schermata per caso provi, prima di veleggiare verso altri lidi, a dare un'occhiata ad alcune delle nostre pagine: vi troverà articoli, splendide fotografie, notizie interessanti e curiose, giochi a premi, proposte editoriali e turistiche.

Naturalmente tutto è relativo agli uccelli e, in piccola parte, agli altri esseri viventi non-umani del globo terracqueo: in questo numero Alberto Ballerio tenterà di farci cambiare idea sugli scarafaggi e Giancarlo Marconi ci parlerà delle astute strategie riproduttive delle orchidee. Ma quasi tutti gli articoli e gran parte delle rubriche parlano, e parleranno, quasi esclusivamente di quello straordinario mondo di ali rappresentato dagli uccelli.

Ancora due parole su Birdy, prima di fornire qualche istruzione per la fruizione ottimale di tutto il materiale incluso nel magazine (eh già, in una rivista cartacea basta inumidirsi l’indice e girar pagina, ma in un e-magazine i collegamenti ipertestuali possono crear confusione e qualche parola va spesa). Il nome è volutamente poco scientifico (grazie al mio amico Tiberio, webmaster e direttore artistico del magazine che me lo ha suggerito) e mi piace perché, oltre a evocare il birdwatching, delinea lo stile lieve della rivista, e mi ricorda, con Charlie Parker, Clint Eastwood e Alan Parker, altre due mie passioni, la musica e il cinema (come il lettore cinefilo avrà intuito anche dalla citazione inclusa nell'incipit).

Un magazine on-line assomiglia abbastanza a una rivista cartacea. Come essa ha articoli di fondo e rubriche e come essa ospita testi e fotografie (anche se le foto su schermo rendono sempre meno bene che su carta stampata). Ha, nei confronti della carta, vantaggi e svantaggi. Tra i primi quella di essere multimediale e di poter fornire in una stessa “pagina” testo, fotografie, filmati e suoni. Ed è facilmente intuibile come tali media impreziosiscano un articolo di taglio naturalistico. Inoltre, collegamenti ipertestuali (i celeberrimi “link”) permettono l’apertura di finestre di aggiornamento, all’interno della rivista o al di fuori di essa.

Una delle difficoltà più grandi nella redazione di una rivista di natura è quella relativa allo stile degli articoli: la divulgazione è un esercizio arduo e l’utilizzo di un linguaggio scientificamente corretto, ma non noioso, è una virtù di pochi giornalisti e scrittori. Le monografie di Birdy hanno la pretesa di illustrare tutti gli aspetti dell’ecologia e biologia di una specie o gruppo di specie (nel primo numero parliamo di aironi, della civetta, di coleotteri e di orchidee) e i loro autori hanno la speranza che il lettore si diverta e contemporaneamente impari.

Gli articoli geografici hanno anch’essi la stessa impostazione: in essi si parla di natura, della biodiversità che alligna in parchi, regioni, nazioni (in questo numero parliamo delle torbiere del Sebino, del lago Circonio e del Lesotho). Quindi niente etnologia, antropologia, archeologia e architettura, argomenti affascinanti ma che non hanno niente a che vedere con una rivista di birdwatching e natura.

Nel cartaceo gli approfondimenti hanno per solito la veste di un riquadro sistemato di qui o di là tra le pagine dell’articolo o nelle ultime pagine della rivista. In un e-magazine la funzione di questi riquadri è espletata da “finestre” che possono essere aperte con un clic sul link evidenziato nel contesto dell’articolo. E così è anche per Birdy.

E a proposito di link, abbiamo deciso di non preparare la solita pagina con tonnellate di collegamenti ipertestuali al mondo intero. Per ogni articolo, e nell’ambito di ciascuna rubrica, troverete la biografia dell’autore, la bibliografia, le letture consigliate, i suggerimenti per il viaggio.

Unico svantaggio reale di un giornale elettronico, oltre a quello già menzionato della impossibilità di apprezzare appieno la qualità delle fotografie, è quello di dover cascare nella rete per potere leggerlo (e questo prevede esborso di danaro). Si può naturalmente scaricare tutto sul proprio disco rigido, ma alcuni file non possono essere letti in modo corretto. A tal proposito abbiamo deciso di mettere in vendita i vari numeri di Birdy sotto forma di CD ROM che potete far girare, off-line, sul vostro computer.

Non abbiamo pianificato di occuparci, almeno negli articoli di fondo, di conservazionismo, ecologia e tutela dell’ambiente, credendo che tali argomenti siano, per quanto di sacrosanta utilità sociale, troppo tecnici per una rivista come la nostra. Crediamo comunque che cercare di illustrare ai navigatori di internet le meraviglie della natura, farli ad essa appassionare, rappresenti già di per sé un contributo alla tutela dell’ambiente. Perché crediamo che chi si appassiona al birdwatching, al mondo degli uccelli e alla terra che li ospita, essi ed essa difenderà a spada tratta, nella chiusura del cerchio assiomatico che non si protegge ciò che non si ama e non si ama ciò che non si conosce. E queste ultime righe sono anche la mia dichiarazione di intenti.

Vi lascio alla lettura del numero zero di Birdy e aspetto commenti, valutazioni, suggerimenti grazie ai quali queste pagine elettroniche possano migliorare di numero in numero e avere lunga vita.

Grazie per l'attenzione e buona lettura.