6 - 24 maggio 2008
Il processo di disgregazione dell’Unione Sovietica, iniziato nel 1989, ha portato alla formazione di un buon numero di nuove entità geopolitiche, con relativo cospicuo mal di testa per chi doveva stilare i calendari del campionato europeo di pallone e, soprattutto, per le case editrici di atlanti geografici che, da un giorno all’altro, si trovavano con qualche nuovo "..stan” da allocare sulle loro cartine. Sorvolando sui pro e contro socio-politico-economici della caduta del comunismo, i birdwatcher possono sicuramente affermare che il crollo del muro ha enormemente facilitato le loro avventure ornitologiche dagli Urali alla Kamchatka. La meta di questo viaggio è il Turkestan, la regione che comprende le ex-repubbliche sovietiche dell'Asia Centrale: gran parte del tour si svolgerà entro i confini del Kazakhstan, una nazione conosciuta da decenni per la sua ricchezza avifaunistica, anche se le poche volte che è assurta agli onori della cronaca al di fuori del mondo ornitologico è stato per gli esperimenti nucleari che vi si conducevano o per la partenza dell’ennesima Soyuz dal cosmodromo di Baikonur. I pochi turisti che si recavano in Asia Centrale lo facevano solo per visitare le, peraltro magnifiche, città di Bukhara e Samarcanda. La scomparsa delle pastoie burocratiche, la creazione di strutture ricettive decenti e, soprattutto, il fascino magnetico dell’Asia Centrale ci hanno convinti a tentare l’avventura. Il Kazakhstan è un paese sterminato, che va dal Mar Caspio alla Mongolia e, da nord a Sud, dagli Urali al Turkmenistan. Gran parte del territorio è ricoperto da steppe e deserti, ma nella parte meridionale corrono le montagne dello Tien Shan, che lambiscono anche l'Uzbekistan, meta della seconda parte del tour. Così il nostro viaggio ci vedrà fare birdwatching in decine di habitat diversi, su palcoscenici naturali di una bellezza mozzafiato. E chiudendo gli occhi potremo andare indietro nel tempo, e pensare alla via della seta, alle carovane di cammelli e cavalli che portavano la spezia dall’oriente, e pensare al feroce signore di queste plaghe, Tamerlano, il cui impero correva dall’Eufrate all’Indo. Tamerlano, terribile tiranno ma grande mecenate: grazie a lui, che congregò a Samarcanda e Bukhara il fiore degli artisti del tempo, possiamo vedere oggi due città meravigliose.

ITINERARIO

1° giorno) volo Milano–Alma Ata, via Francoforte. Arrivo in serata ad Alma Ata. Trasferimento in hotel, cena e pernottamento.

giorno) Alma Ata, la capitale economica del Kazakhstan, è situata ai piedi della catena dell’Alatau, che raggiunge, con il suo picco più alto, il monte Talgar, i 4950 metri. Lasceremo la città e ci dirigeremo verso est, verso il confine con la Cina, lungo l’antica via della seta. Attraverseremo dapprima vaste aree coltivate, ma presto il paesaggio si trasformerà e i campi lasceranno spazio a suggestive steppe e aree semidesertiche. La nostra meta è un remoto lodge in prossimità del fiume Charyn, dove pernotteremo tre notti. Durante il trasferimento incontreremo i nostri primi uccelli; tra le molte specie a cui siamo consueti nel Paleartico Occidentale, come il Gruccione, la Ghiandaia marina, l’Upupa e la Rondine rossiccia, potremmo vedere specie più rare, come il Chukar, la Monachella dorsonero, la Calandrina, l’Allodola golagialla, il Culbianco isabellino, la Silvia del deserto, la Passera lagia, lo Storno roseo, la Maina comune, lo Zigolo testarossa, lo Zigolo capobianco, lo Zigolo collogrigio, il Fringuello mongolo. Occhi al cielo per i rapaci, come l’Aquila reale, l’Aquila delle steppe, l’Aquila imperiale, il Grifone, il Falco sacro, il Grillaio.

/4° giorno) il paesaggio di questo remoto angolo del Kazakhstan è dominato dai boschi di turanga, una specie di pioppo che ha colonizzato gran parte della regione; esploreremo i boschi che bordano le dune lungo i fiumi locali. Le specialità locali sono la Colombella occhigialli, che nidifica esclusivamente in Asia Centrale, il Picchio alibianche, la Cincia del Turkestan, il bellissimo Passero del saxaul. I Fagiani che circolano da queste parti sono davvero selvatici, non c’è pericolo che siano introdotti per scopi venatori e la “crocetta” sarà pura e anche la negletta Passera domestica è un pò più interessante del solito, poiché in questa regione è della sottospecie bactrianus, più piccola e molto più bianca della nostra. Nei due giorni che spenderemo ad esplorare ogni angolo di questa regione potremmo vedere anche, oltre a moltissime specie più comuni, anche la Cicogna nera, la Casarca, l’Averla isabellina, la Cincia azzurra, il Calandro maggiore. Il paesaggio desertico è molto suggestivo, e in alcuni punti diventa di una bellezza magica, come nel Red Canyon, il cui nome ricorda appropriatamente le celebri gole rocciose del Nordamerica. Qui cercheremo la più grande rarità di questa regione, il Sirratte di Pallas, una specie di grandule che effettuò alcune invasioni in Europa alla fine del XIX° secolo e all'inizio del XX°; da allora, per vedere questo splendido uccello, bisogna venire in Asia Cenrtrale, la sua unica area di nidificazione.

5° giorno) ritorneremo oggi ad Alma Ata effettuando una sosta in una speciale area dove nidifica il Pendolino capobianco, specie rara e localizzata. Da Alma Ata ci inerpicheremo lungo i contrafforti dell’Alatau, catena che fa parte dello Tien Shan, l'estensione più settentrionale dell'Himalaya. Prima di raggiungere l’Osservatorio Astronomico di Alma Ata, dove pernotteremo tre notti, esploreremo le aree situate a minor altitudine; è qui che vivono il Tordo fischiatore blu e, lungo i torrenti impetuosi, il Merlo acquaiolo bruno.

6°/7° giorno) la catena dell’Alatau offre scenari spettacolari; ci parrà di essere nelle Alpi di casa nostra, immersi nelle foreste di abeti e sovrastati da vette innevate. Saranno gli uccelli che vedremo a ricordarci che, invece, dalle Alpi siamo molto distanti; come nelle Alpi, però, le comunità di uccelli cambiano con i differenti habitat, e l'esplorazione della foresta, dei fiumi e torrenti, delle praterie e delle pareti rocciose ci farà scoprire tutte le meraviglie alate di queste montagne. Ecco una lista delle specie più carismatiche: il Codirosso capoazzurro, il Codirosso di Eversmann e il Codirosso di Güldenstadt, il coloratissimo gigante dei codirossi; una triade di passere scopaiole, e cioé Passera scopaiola dell'Altai, golanera e bruna; graziosi uccellini come la Calliope dell'Himalaya, il Beccogrosso alibianche, la Silvicincia di Severtzov, la Cincia di Songar, il Luì panciazolfo. Le due specie che richiederanno più lavoro per la loro scoperta sono il Becco d'ibis e il Tetraogallo dell'Himalaya. Il primo è uno straordinario limicolo (i tassonomisti non sanno bene a che cosa assomigli e gli hanno confezionato una famiglia tutta sua) che, nonostante lo splendido piumaggio, è estremamente difficile individuare contro il greto sassoso dei fiumi dove se ne sta accovacciato; il Tetraogallo dell'Himalaya è una specie di tacchinone endemico delle alture dell'Asia Centrale: speriamo di essere aiutati nella ricerca dal suo flautato richiamo, che l'animale emette spesso da una roccia esposta.

8° giorno) torneremo oggi ad Alma Ata e da lì ci trasferiremo direttamente nel deserto del Taukum, dove vivremo l'esperienza di pernottare due notti nelle yurte, le tende dei pastori nomadi dell'Asia Centrale. La (relativa) scomodità della nostra sistemazione passerà in secondo piano di fronte allo straordinario birdwatching che potremo fare in quest'area. Già durante il trasferimento potremo lustrarci gli occhi con i grandi stormi di Storni rosei.

9° giorno) il birdwatcher entusiasta può giudicare da solo cosa sarà il birdwatching nel deserto: pochi sono i limicoli che preferiscono le aree steppose e il Corriere del Caspio e il Corriere di Leschenault sono tra questi; le ubare che vivono in Asia sono state splittate da quelle nordafricane, per cui quella che vedremo si chiama ora Ubara di Macqueen; le granduli che scendono a bere alle pozze vicino al nostro campo sono in gran parte Ganghe e Granduli, ma in mezzo ad esse c'è spesso qualche esemplare di Sirratte di Pallas; e tra i piccoli passeriformi che costì sciamano potremmo incontrare Fringuelli del deserto, Calandrine, Calandre asiatiche, Tordi golascura, Luì verdastri, Cannaiole di Blyth.

10° giorno) si torna oggi ad Alma Ata, dove ci si imbarcherà per Astana, la nuova capitale del paese, già conosciuta come Tselinograd e Ak Mola. Astana è situata ai confini delle sterminate steppe che coprono gran parte del Kazakistan; oggidì la maggior parte di esse è stata trasformata in coltivi, ma vasti appezzamenti sono ancora ricoperti di vegetazione naturale. Pernotteremo tre notti in una guest house nella riserva di Kurgaldzhinju, circa duecento chilometri a sud-ovest di Astana.

11°/12° giorno) il mosaico di ambienti che visiteremo è davvero eccezionale: paludi salmastre, fiumi, laghi, praterie e steppe ospitano una magnifica selezione di uccelli. Tra le specie più suggestive che vedremo nelle zone più aride ricordiamo la Damigella di Numidia, l'Albanella pallida, l'Aquila delle steppe, il Falco cuculo, la Pavoncella gregaria, la Calandra nera, la Calandra siberiana. Le numerose zone umide della regione ospitano uccelli magnifici: il Fenicottero maggiore, il Pellicano riccio, il Tarabuso, lo Svasso cornuto, il Gobbo rugginoso, il Fistione turco, il Piro piro del Terek, il Falaropo beccosottile, la Pernice di mare orientale, il Gambecchio nano, il Gabbiano di Pallas, il Mignattino alibianche. Nei cespugli che bordano laghi e fiumi, molti piccoli passeriformi iniziano la nidificazione o si apprestano a ripartire per le terre del nord: Pettazzurri, Basettini, Cannaiole di Blyth, Cannaiole di Jerdon, Canapini asiatici e molte altre specie più comuni.

13° giorno) torneremo oggi ad Alma Ata dove ci imbarcheremo su un volo per Samarcanda, via Taskhent. Pernotteremo due notti nella splendida città di Samarcanda.

14° giorno) se capiterà di incrociare qualche volatile nella città di Samarcanda, non chiuderemo certo gli occhi, ma l'intera giornata odierna sarà dedicata alla visita di una delle più belle città dell'Asia. Con i suoi 2750 anni, Samarcanda è una delle più antiche città asiatiche e la sua ricchezza storico-artistica è equiparabile a quelle di Roma, Atene e Babilonia. La sua posizione lungo la Via della Seta, nodo cruciale dei commerci tra Europa e Asia, ne fece la capitale economica dell'intera regione che andava dall'attuale Turchia all'India. Tamerlano e la sua genia fecero costruire decine di monumenti e oggi l'intera città è uno splendido museo a cielo aperto.

15° giorno) riprenderemo le nostre esplorazioni ornitologiche, effettuando un'escursione alle alture di Zeravshan, a sud della città di Samarcanda. La vicinanza all'Asia "indiana" spiega la presenza di specie come il magnifico Pigliamosche del paradiso asiatico. Altri uccelli interessanti sono l'Usignolo golabianca, la Bigia grossa, la Cincia pettogiallo, la Calandrella di Hume.

16° giorno) ci trasferimento oggi a Bukhara, via terra, sbinocolando lungo il percorso, ma non troppo: dobbiamo concedere alla città di Bukhara quello che il suo splendore merita. Arriveremo in tempo per visitare questto gioiello dell'Asia Centrale. Bukhara è ancora più suggestiva di Samarcanda. Dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, Bukhara è una vera e propria "riserva architettonica": un agglomerato di palazzi, moschee, templi, mausolei, piazze, edifici istoriati, minareti, fortezze. Bukhara è una gioia per gli occhi dell'amante della bellezza. E, last but not least, Bukhara sorge in un oasi in mezzo ai deserti dell'Asia Centrale e in primavera (cioé mentre siamo lì) la città è un immenso stop-over per tutti gli uccelli che stanno migrando verso nord. A maggio i giardini, le aiole, i parchi della città sono pieni di uccelletti e, tra un monumento e l'altro potremo fare anche birdwatching. Due pernottamenti a Bukhara.

17° giorno) ci spingeremo oggi nel deserto Kizyl Kum, alla ricerca di uno degli obbiettivi primari del viaggio, un uccello rarissimo ed estremamente localizzato: la Ghiandaia terragnola di Pander. Questa strana creatura è endemica del Turkestan e appartiene ad un gruppo di uccelli, le ghiandaie terragnole appunto, che rappresentano un rompicapo per i tassonomisti: sistemati tra i Corvidi, esse sono più vicine alle nocciolaie che alle ghiandaie e rammentano addirittura, nell'aspetto e nel comportamento, l'Allodola beccocurvo e il Culbianco isabellino. Cammineremo tra gli stentati arbusti del Kizyl Kum per localizzare questa straordinaria bestiola. Fortunatamente il deserto è pieno di altri uccelletti e l'attesa della ghiandaia potrà essere riempita da Canapini di Upcher, Averle codalunga, Beccamoschini inquieti, e altro.

18° giorno) a sud della città si stendono laghi e paludi che saranno il teatro del nostro birdwatching odierno. Le specie più interessanti sono: Marangone minore, Fenicottero, Anatra marmorizzata, Casarca, Gabbiano roseo, Pernice di mare, Canapino di Sykes (la sottospecie rama del Canapino asiatico), Cannareccione stentoreo, Allodola orientale, Usignolo d'Africa, Saltimpalo bianconero. Nel tardo pomeriggio ci trasferiremo all'aeroporto di Bukhara dove ci imbarcheremo sul volo per Taskhent, dove pernotteremo.

19° giorno) ci imbarcheremo all'alba sul volo intercontinentale per Francoforte. Coincidenza per Milano dove arriveremo in mattinata.

SCHEDA TECNICA

Sistemazioni alberghiere
Di buona levatura nelle città. Il lodge al fiume Charyn, l'Osservatorio Astronomico di Alma Ata, il campo tendato nel Taukum, la guest house nelle steppe di Astana sono tutte sistemazioni molto rustiche, con servizi in comune.

Difficoltà: Richiesto spirito di adattamento per le sistemazioni molto semplici. Il trekking nell'Alatau, a 3500 metri, richiede buone condizioni di salute e un poco di allenamento.

Bibliografia
L'Asia Centrale è tristemente scoperta quanto a manuali ornitologici; per le specie mediorientali presenti anche in Turkestan, la migliore guida è Field Guide to the Birds of the Middle East, di Hollom, Porter, Christensen & Schiermaker-Hansen, T & A D Poyser; tutte le specie del Turkestan sono incluse in: Field Guide to the Birds of Russia and Adjacent Territories, di Flint, Boehme, Kostin & Kuznetsov, Princeton University Press; tutte le specie "himalayane" e molte specie tipicamente asiatiche sono descritte (molto bene) su Pocket Guide to the Birds of the Indian Subcontinent, di Grimmett, Inskipp & Inskipp, Christopher Helm.

Costo del tour
Euro 4.110 (supplemento camera singola: Euro 130 per gli alberghi nelle città; nei lodge, campi tendati e nell'osservatorio, la singola non è disponibile).

Numero massimo di partecipanti: nove.

Posti a disposizione: nove.