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11 - 26 maggio 2007 ITINERARIO 1° giorno) volo Milano - Casablanca. L’arrivo nella capitale marocchina è prevista per la tarda mattinata. Ci trasferiremo poi, via terra, a Moulhay Bousselham, dove pernotteremo due notti. 2° giorno) dedicheremo l’intera giornata all’esplorazione della grande laguna di Merja Zerga. Famosa in inverno per aver ospitato in passato un esiguo numero di Chiurlottelli, uno degli uccelli più rari del mondo, Merja Zerga è prodiga di creature alate in ogni stagione dell’anno. Oltre agli uccelli che vi nidificano, potremo vedere un gran numero di migratori che sostano qualche giorno nella palude prima di riprendere la strada verso il nord. Le acque di Merja Zerga sono pitturate da lunghe strie colorate, formate dai branchi di anatre che si lasciano cullare dalle piccole onde della palude; le sponde sono un continuo andarivieni di limicoli indaffarati a satollarsi dì cibo prima di attraversare il mare alla volta dell’Europa. E non mancano le specialità locali, uccelli che, in tutto il Paleartico Occidentale, si possono osservare solo in questa regione. Tra le altre specie, vedremo: Fenicottero, Spatola, Cicogna bianca, Airone guardabuoi, Mignattaio, Cavaliere d’Italia, Nibbio bianco, Pemice sarda, Francolino armato, Fischione, Alzavola, Mestolone, Folaga, Combattente, Pettegola, Totano moro, Piro piro boschereccio, Pavoncella, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Sterna zampenere, Sterna Maggiore, Pollo sultano, Gufo del Capo, Occhiocotto, Cappellaccia, Calandrella, Bulbul comune. 3° giorno) ci trasferiremo oggi a Ifrane, una cittadina situata nella regione del Medio Atlante, dove pernotteremo due notti. Nel pomeriggio inizieremo l’esplorazione della regione. 4° giorno) a nord della città si stende una regione punteggiata da piccoli laghi che, oltre a fornire un colpo d’occhio stupendo, sono ricchissimi di uccelli. Nell’incantevole scenario di laghi, anfiteatri di nuda roccia e magnifici boschi di conifere, ci industrieremo a cercare il delizioso Codirosso algerino, forse il più bel codirosso del Paleartico Occidentale, la Folaga crestata (sarà una bella impresa localizzarla in mezzo alle molto più numerose e quasi identiche Folaghe comuni), il Pettazzurro, il Picchio di Levaillant. Durante questa stagione, la stagione migratoria, sarà possibile vedere con grande facilità numerose specie: Svasso maggiore, Svasso piccolo, Airone rosso, Airone guardabuoi, Casarca, Anatra marmorizzata, Moretta tabaccata, Falco di palude, Mignattino, Mignattino piombato, Rondone alpino, Passera sarda, Corvo imperiale. 5° giorno) dopo un’ulteriore escursione intorno ad Ifrane, ci trasferiremo a Midelt, avvicinandoci all’affascinante e misterioso Sahara. Pemotteremo a Midelt. 6° giorno) ancora verso sud, sempre più vicini alle grandi dune di sabbia del deserto, alla sua poesia, al suo fascino. Il percorso che ci separa da Erfoud, la meta della nostra tappa odierna, sarà un carosello di splendide osservazioni naturalistiche. Inizieremo con lo spettacolare Cirque de Jaffar, un’anfitetro di roccia e boschi dove incontreremo una strana avifauna; strana perché siamo in Nordafrica, non certo perché gli animali che vedremo siano particolarmente esotici. Non potremo certo vedere molte nuove specie: Gazza (la sottospecie nordafricana, con una bella macchia blu dietro l'occhio), Ghiandaia, Picchio rosso maggiore, Colombaccio, Tottavilla sono i rappresentanti di una fauna “europea”, ma sarà lo stesso un piacere incontrarli. E’ sufficiente però arrivare al passo Tizi-n-Talrhenit per lustrarsi gli occhi con uccelli di ben altra portata, come il Lanario, il Gipeto e la Poiana codabianca. Pernotteremo due notti a Erfoud. 7° giorno) a Erfoud troveremo i paesaggi che tanti film sul Sahara ci hanno fatto conoscere: le dune arrossate dal sole del tramonto, le oasi, i villaggi di un bianco abbagliante, il sole che dardeggia nel cielo. Questo statico e un pò retorico scenario è popolato da una serie di uccelli interessanti: Lanari, Poiane codabianca, Falchi di Barberia, Corrioni biondi, Granduli coronate, Granduli del Senegal, Sterpazzole nane, Usignoli d’Africa, Allodole di Temminck, Allodole del deserto, Allodole codabarrata, Allodole beccocurvo, Monachelle del deserto, Zigoli delle case, Trombettieri, Corvi collobruno. Anche camminando nella frescura dell’oasi non si potrà fare a meno di afferrare di tanto in tanto il binocolo per ammirare uno dei tanti piccoli migratori che riposano tra le palme prima di affrontare il grande volo verso nord. Lo spettacolo del sole che tramonta sulle dune chiuderà questa indimenticabile giornata (ma le ombre della sera ci potranno riservare le ultima sorprese del giorno, in forma di Succiacapre isabellini, Succiacapre collorosso, Civette (della chiarissima sottospecie desertica lilith). 8° giorno) oggi ci trasferiremo a Boumaine, interrompendo il nostro viaggio per visitare le Gole di Todra, una spaccatura profonda più di 1000 metri che serpeggia nei fianchi della montagna. 9° giorno) punteremo i nostri binocoli su qualche anfratto delle pareti, nella speranza di scoprirvi un Gufo reale del deserto, un'Aquila di Bonelli o un Falco pellegrino. Pernotteremo a Boumaine due notti. 10° giorno) il deserto intorno a Boumaine ospita una delle specie più rare ed elusive del Marocco, l’Ubara (meglio chiamarla Ubara africana, perché recentemente l'Ubara che vive in Medio Oriente, è stata "splittata" ed è oggi una specie a sé stante, l'Ubara di Macqueen). Chi ha avuto il piacere di osservare il display dell’Otarda, rimarrà incantato a vedere quello dell’Ubara (ammesso naturalmente di avere la doppia fortuna di incontrare questa bellissima specie di otarda e di trovarla intenta al cerimoniale di nozze). Altre specie “deserticole” che potremo incontrare sono la Ganga, la Grandule coronata, l’Allodola di Temminck e l’Allodola beccorobusto. 11° giorno) attraverseremo oggi i contrafforti dell’Anti Atlante e scenderemo verso l’imbocco della valle della Draa; il panorama è veramente stupendo, con splendidi contrasti tra le montagne e il verde dei palmeti nella vallata. Lungo il percorso potremo inanellare una serie di osservazioni interessanti, soprattutto di monachelle: Monachella testagrigia, Monachella del deserto e Monachella testabianca. In serata raggiungeremo Ouarzazate, dove pernotteremo. 12° giorno) raggiungeremo oggi Marrakech, attraversando la catena centrale dell’Alto Atlante. Ci fermeremo sul passo Tizi-n-Tichka per goderci un panorama stupendo e per scrutare il cielo, spesso frequentato da Gipeti e Lanari, Aquile minori e Aquile di Bonelli, Capovaccai e Nibbi bruni, Poiane codabianca e Falchi pellegrini. Ci saranno anche Gracchi alpini e Gracchi corallini, Passeri solitari, Allodole golagialla e Trombettieri alicremisi. Marrakech è una città ricca di moschee e minareti, splendidi esempi di architettura islamica. La città vecchia è molto suggestiva e la sua Medina è l’archetipo della città araba: vicoli stretti e tortuosi, spesso senza uscita, piccoli giardini profumati, case quadrangolari d'argilla, organizzate intorno a freschi cortili. Ma il cuore pulsante della città è l’incredibile piazza Djama’a-al-Fana: venditori di spezie, improbabili "dentisti" che espongono in bella mostra una serie completa di denti da vendere al migliore offerente, incantatori di serpenti, commercianti, acrobati, in un intrico di uomini e cose davvero indimenticabile. 13° giorno) ci trasferiremo oggi a Tarouddant, attraverso un paesaggio steppico, interrotto dai corsi asciutti degli wadi, la cui vegetazione ospita Averle meridionali, Ghiandaie marine, Gruccioni, Silvie di Tristram, Scotocerche, Storni neri e Passere sarde. Sulla via per Tarouddant effettueremo una visita ad una colonia di Ibis eremita. Questo bruttissimo, ma affascinante ibis si riproduce ormai solo in questa e in poche altre aree marocchine; l’Ibis eremita si è infatti estinto, allo stato selvatico, in Turchia, l’unica altra regione del mondo in cui nidificava con certezza (anche se recentemente ne è stata scoperta una nuova colonia in Siria). Esploreremo poi con attenzione le aree intorno a Tarouddant, che sono il miglior posto in Marocco per incontrare il rarissimo Astore cantante scuro e l’Aquila rapace. Pernotteremo a Tarouddant. 14° giorno) oggi raggiungeremo Agadir, sulla costa atlantica, dove pernotteremo due notti. Agadir è una città moderna, ricca di hotel e di spiagge attrezzate, ma che ha molto da offrire anche al birdwatcher: addirittura senza uscire dall’abitato è possibile vedere Rondoni indiani, Bulbul, Codirossi algerini e Zigoli delle case. 15° giorno) lo Oued Massa è una delle aree più ricche di vita animale dell’intero Marocco. In ogni periodo dell’anno questo piccolo estuario è pieno di gabbiani, limicoli, aironi e sterne. A completare l’interesse ornitologico di questa zona umida, la parte più interna dell’estuario è ricoperta da canne ed arbusti, realizzandosi così una grande varietà di ambienti. Troveremo Anatre marmorizzate, Casarche, Spatole, Mignattai, Avocette, Cavalieri d’Italia e Gabbiani rosei. Visiteremo anche lo Oued Sous e Cap Rhir, dove, piazzando i nostri cannocchiali sul promontorio che domina l’Atlantico, cercheremo Berte maggiori, Gabbiani corsi e altri uccelli marini. 16° giorno) da Agadir un volo interno ci porterà a Casablanca, dove prenderemo la coincidenza che ci riporterà in Italia. Arrivo a Milano in serata e fine del viaggio. SCHEDA TECNICA Sistemazioni alberghiere Difficoltà: Trekking di media difficoltà sul Djebel Babor; temperature diurne molto calde nel deserto. Bibliografia Costo del tour Numero massimo di partecipanti: dodici Posti a disposizione: dodici in tutte le date
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