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Chiapas & Oaxaca ITINERARIO 1° giorno) volo Iberia da Milano a Città del Messico, via Madrid. Arriveremo a Città del Messico in serata e ci trasferiremo in un hotel della capitale, dove pernotteremo. 2° giorno) volo interno a Villahermosa, e da qui trasferirento via terra a Palenque, dove pemotteremo quattro notti. 3°/5° giorno) Palenque è una splendida città Maya e tra tutti gli insediamenti del periodo classico in Messico è forse il più interessante, soprattutto per le magnifiche opere di scultura di ogni genere che vi sono state ritrovate; i bassorilievi, in particolar modo, sono di squisita fattura e le figure disegnate sono di un realismo sconvolgente, siano volti dolenti e rassegnati di schiavi e prigionieri, siano i tratti gentili e alteri di danzatori o di autorevoli capi. Ammireremo il Tempio delle Iscrizioni, il Tempio del Conte e le altre splendide costruzioni della zona. Dopo il suggestivo tuffo nel passato, archeologico e culturale, della grande civiltà Maya ci dedicheremo agli uccelli dell’affascinante regione del Chiapas. Non dovremo allontanarci di molto, dal sito archeologico, perché la foresta intorno ai ospita frotte di uccelli. A Palenque sono state osservate più di 250 specie di uccelli e la seguente piccola lista è solo un'anticipazione di cosa potremo vedere laggiù: Tinamo maggiore, Tinamo pettoardesia, Piccione culchiaro, Tortorina rossiccia, Tortorina comune, Cuculo scoiattolo, Picchio lineato, Rampicatore becco d'avorio, Titira capinera, Re dei tiranni tropicale, Kiskadì maggiore, Uccello gatto grigio, Oropendola testacastana, Oropendola di Montezuma, Oriolo dei frutteti. La foresta neotropicale è celebre per gli uccelli coloratissimi che ospita, pappagalli, trogoni, jacamari, tucani, motmot, colibrì e tanagre; tra le meraviglie alate che potremo vedere ricordiamo il Trogone violaceo, il Motmot capoblu, il Motmot cigliaturchesi (foto), il Pappagallo guancerosse, il Pappagallo frontebianca, l'Eremita codalunga, l'Eremita minore, lo Smeraldo panciabianca, l'Aracari dal collare, il Tucano carenato, il Jacamar codarossiccia, la Tanagra collocremisi, la Tanagra formichiera capirossa. Vedere rapaci nella foresta è sempre difficile, ma a volte anche le specie più legate all'ambiente boschivo veleggiano alte nel cielo; potremo quindi ammirare lo splendido Avvoltoio re, il Nibbio uncinato, il Nibbio plumbeo, la Poiana grigia, il Nibbio bidentato, il Falco dei pipistrelli, il Falco sghignazzante. La foresta pluviale è di per sé uno spettacolo, con le sue spettacolari forme di vita vegetale: grandi alberi incrostati da muschi e licheni, enormi foglie simili a ventagli di seta, curiose bromeliacee che, trattenendo l’acqua alla propria base, formano vere e proprie piscine naturali frequentati da insetti, ranocchie e lucertole. Uno dei giorni del nostro soggiorno ci recheremo alle grandi paludi dell'Usumacinta, il fiume che disegna il confine con il Guatemala. In questa meravigliosa area umida vedremo decine di specie di uccelli: il Pellicano bianco americano, il Cormorano olivaceo, la Nitticora testagialla, la Garzetta nivea, la Nitticora becco a cucchiaio, la Cicogna americana, l'Airone della Louisiana, la Spatola rosea, lo Jabirù (la cicogna più grossa del mondo), l’Aninga americana, la Dendrocigna fulva, la Dendrocigna pancianera, l'Ibis bianco, la Jacana americana, la Folaga americana, lo Svassorallo americano, il Rallo gigante, la Pavoncella meridionale, il Corriere dal collare, il Corriere di Wilson, il Cavaliere messicano (per qualche Autore è ancora una sottospecie del nostro Cavaliere d'Italia), il Becco a forbice nero. Non manca, nella vegetazione che borda i chiari d'acqua, una ricchissima avifauna di piccoli passeriformi, alcuni di essi molto belli, come il Pigliamosche coda a forbice, il Pigliamosche codaforcuta, la Ghiandaia dello Yucatan, il Beccogrosso pettorosa. Quantunque non destino un’istintiva simpatia, potremo ammirare anche alcuni rettili, serpenti e grandi iguane verdi che riposano, assolutamente immobili, al limitare della palude. Tra i mammiferi potremmo vedere il Cervo della Virginia e il Pecari dal collare che attraversano circospetti la palude; circospetti perché la regione ospita anche il loro peggior nemico: il Giaguaro. 6° giorno) ci trasferiremo oggi a San Cristobal de Las Casas, attraversando la Sierra Madre de Chiapas. Ancora una volta, ammirando la magnifica foresta di pini che ricopre questo lembo di Messico, non potremo fare a meno di pensare a quanto fasulli siano gli stereotipi del paesaggio messicano a cui siamo abituati. Faremo birdwatching lungo il tragitto ed in particolare cercheremo il bellissimo Nibbio codadirondine, il cui piumaggio bianco e nero e l’incredibile coda forcuta lo fanno assomigliare davvero ad una gigantesca rondine. Pemotteremo due notti a San Cristobal de Las Casas. 7° giorno) esploreremo le foreste che ricoprono le montagne intorno a San Cristobal (la cittadina è situata a 2100 metri di altezza) alla ricerca dei suoi gioielli. Tra tutti i deliziosi batuffoli di piume volanti, il Codirosso golacenere e il Colibrì magnifico eccellono per la bellezza del piumaggio. Verremo anche in contatto con una realtà etnica affascinante: la locale popolazione indigena risponde in pieno alla nostra idea degli “indios” messicani; potremo scambiare quattro chiacchiere (le nostre lingue sono tutt’altro che una barriera) con questa amabile gente, dai vestiti coloratissimi e dalle antichissime tradizioni culturali; la incontreremo soprattutto negli affollati mercati cittadim, dove i venditori dei prodotti artigianali locali siedono dietro a montagne di tappeti e terracotte di ogni dimensione. Effettueremo un'escursione all'area ornitologicamente più importante di questa regione, la riserva del Cerro Huitepec, una collina coperta da foreste di querce e pini. Tra le specie più interessanti della riserva ricordiamo: la Quaglia canora, l'Assiolo barbuto, il Colibrì golametista, il Colibrì golagranata, il Motmot golablu, la Ghiandaia golanera, lo Scricciolo cigliarossicce, la Parula testarosa e il Fringuello di macchia nucabianca. 8° giorno) dopo ancora un poco di birdwatching nell'area di San Cristobal, ci trasferiremo alla cittadina di Tuxtla Gutierrez, dove pernotteremo due notti. 9° giorno) visiteremo oggi un magnifico monumento naturale: il canyon El Sumidero. Profondamente incassato nei fianchi della montagna, le pareti e i bordi del canyon non sono costituiti da nuda roccia, ma da verdeggianti boschi. Ammireremo lo splendido scenario dal battello su cui effettueremo un’indimenticabile crociera sul fiume. Grazie alla rigogliosa vegetazione, lungo il canyon potremo vedere numerosi uccelli e, tra parrocchetti, colibrì e trogoni, potremmo, se avessimo una discreta dose di fortuna, vedere il Manachino codalunga: completamente nero, con un mantello color turchese profondo e la testa rossa, con due lunghissime penne caudali, sempre agitate dal vento, questo Lord Brumel degli uccelli costituirebbe una gran bella osservazione. Tra le altre specie che frequentano il canyon, potremo vedere: il Gheppio americano, il Ciacialaca unicolore, il Colino della Virginia, la Tortora orecchiuta, la Tortora inca, il Mimì minore, l'Ani beccosolcato, il Rondone di Vaux, il Colibrì capoazzurro, il Forbicino sottile, il Colibrì golarubino, il Trogone dal collare, il Motmot caporossiccio, il Picchio panciavorio, il Picchio olivaceo, il Pigliamosche fiammato, la Ghiandaia inca, la Ghiandaia gazza golabianca, il Mimo biancoblu, lo Zigolo indaco, il Vaccaro bronzato. 10° giorno) ci trasferiremo a Comitan, dove esploreremo la foresta tropicale del Parco Nazionale di Lagos de Montebello. Il panorama che ci offrirà il parco è veramente spettacolare, con laghi turchesi incastonati in una magnifica foresta di pini. In questo parco vive uno degli uccelli più affascinanti del mondo, il Quetzal. Non sarà facile trovarlo, ma contiamo sull’esperienza dei nostri accompagnatori locali e sulla fortuna. Il parco ospita decine di specie interessanti e, tra le altre, potremo vedere: Tuffetto minuto, Podilimbo, Gobbo della Giamaica, Rallo gigante, Piro piro solitario, Piro piro macchiato, Parocchetto barrato, Sciabolatore violetto, Coquette crestanera, Guanceviola verde (le ultime tre, dagli strani nomi, sono splendidi colibrì), Trogone di montagna, Picchio del Guatemala, Rampicatore macchiato, Scricciolo boschereccio pettobianco, Solitario dorsobruno, Oriolo di Altamira, Mimo tropicale, Oriolo dorsogiallo, Cardellino minore, Beccogrosso monaco. 11° giorno) raggiungeremo oggi Oaxaca, dove pernotteremo tre notti. Non perderemo l’occasione di effettuare qualche interessante osservazione lungo il percorso. 12°/13° giorno) la regione intorno ad Oaxaca comprende vari ambienti naturali, e qui esploreremo, finalmente, i classici paesaggi messicani, come il deserto punteggiato di cactus, la steppa e le montagne spoglie ed aride. Nel deserto, lungi dall’essere tale dal punto di vista della vita animale, troveremo, e osserveremo con facilità, uccelli dai piumaggi più dimessi di quelli dei loro cugini di foresta, ma ugualmente affascinanti, come lo Scricciolo dei cactus (scricciolo per modo di dire perché è un vero e proprio gigante nel mondo degli scriccioli, raggiungendo le dimensioni di un’allodola), il Picchio pettogrigio, la Tortora lamentosa, la Tortora pennebianche, il Fibi di Say, il Tordo eremita, il Passero di Lincoln, il Passero caporossiccio. Nelle aree di boscaglia un poco più densa potremmo incontrare un uccello a noi ben noto, il Tacchino selvatico; in questa regione il Tacchino selvatico (peraltro già addomesticato dagli antichi Aztechi) è realmente tale e qui ingrasserà soltanto la nostra check-list. Un giorno visiteremo la celebre città di Monte Alban, famoso sito archeologico Zapoteco. Gli Zapotechi sono la più misteriosa tra le antiche popolazioni che si insediarono in Messico: di loro si sa soltanto che fondarono città stato di struttura teocratica; Monte Alban è la più famosa e potremo visitarne gli splendidi resti. Tra le piramidi e i templi di Monte Alban ci sono anche moltissimi uccelli; solo per citare alcune delle specie locali: Nibbio codabianca, Avvoltoio tacchino, Poiana codarossa, Caracara crestato, Colibrì fosco, Colibrì berillo, Rondone collocastano, Piuì maggiore, Pigliamosche di Nutting, Scricciolo di Boucard, Mimo beccocurvo, Vireo di Cassin, Vireo canoro, Beccogrosso testanera, Oriolo di Scott. 14° giorno) ci trasferiremo oggi a Città del Messico con un breve volo interno da Oaxaca. Dipendentemente dall’arrivo nella capitale messicana, potremo effettuare una breve visita alla città. Pernotteremo due notti a Mexico City. 15° giorno) effettueremo oggi la visita alla splendida città di Teotihuacan. Abitata già prima dell’era cristiana, la città raggiunse il suo massimo splendore dal 300 al 600 dC. Percorreremo l’enorme Viale dei Morti, ai lati del quale si ergono numerosi edifici; visiteremo il complesso monumentale della Cittadella e la famosa Piramide della Luna; resteremo ammirati della maestria con cui 2000 anni fa gli indios messicani scolpivano splendidi bassorilievi ed innalzavano grandiose statue. Concluderemo la nostra vacanza con un “volo pindarico” culturale e potremo fare una considerazione: gli Aztechi, provenienti dal nord dell’attuale Messico, furono guidati nella loro peregrinazione verso sud dal loro dio tribale, Huitzilopochtli (che letteralmente significa “colibrì del sud”); dopo anni di vagabondaggio nell’altipiano, un sacerdote scorse il segno predetto da Huitzilopochtli, il segno che doveva rivelare la terra promessa, un’aquila, posata su un cactus che divora un serpente; in quel punto esatto sorse Mexico Tenochtitlan, la capitale degli Aztechi, l’antica Città del Messico; potremmo dire, con un calembour, che Mexico City fu fondata grazie ad un birdwatcher. 16° giorno) al mattino tempo per lo shopping; al pomeriggio trasferirmento all’aeroporto dove ci imbarcheremo sul volo per Madrid. 17° giorno) arrivo a Madrid; coincidenza con il volo per Milano Malpensa; arrivo a Milano e fine del viaggio. SCHEDA TECNICA Sistemazioni alberghiere Difficoltà: Nessuna. Bibliografia Costo del tour Numero massimo di partecipanti: dodici Posti a disposizione: dodici in tutte le date
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