Birdwatching nella terra di Gengis Khan
3 - 20 giugno 2007
1° - 18 giugno 2008

La Mongolia è il cuore dell’Asia e nonostante sia vasta 25 volte l’Italia, appare, incastrata com’è tra le immensità di Turkestan, Russia e Cina, un piccolo paese. Pensare alla Mongolia e immaginare le orde di Gengis Khan sciamare dalle steppe e deserti fino all’India e all’Europa, distruggendo tutto ciò che incontravano nella cavalcata, è tutt’uno. Poi, dopo quel periodo storico, della Mongolia, e dei mongoli, si seppe ben poco, un popolo chiuso nell’ortodossia di un comunismo poco incline ad aprire le proprie frontiere al turismo. Ma recentemente, pecunia non olet, il paese è visitabile, più o meno facilmente. Espletate le formalità di rito, armatosi dei dovuti permessi, il birdwatcher europeo potrà trovare in Mongolia, tesori ornitologici di ineguagliabile valore. E già, perché la Mongolia, pur ospitando solo un endemismo, la graziosa Passera scopaiola di Kozlov, e possedendo una biodiversità ornitica non particolarmente ricca, è patria di specie favolose, rare e spettacolari. La Mongolia è terra di wilderness: con due milioni e mezzo di abitanti, il paese è uno dei meno abitati della Terra e nelle sue tre “strisce” di habitat, la taiga, la steppa e il deserto, punteggiate da laghi e paludi e bordate dalle favolose montagne dell’Altai, vivono uccelli come il Gabbiano relitto, la Ghiandaia terragnola di Henderson, il Corriere orientale, il Saltimpalo di Hodgson; e poi una pletora di dream-birds che nel Paleartico Occidentale sono rarissimi o accidentali, come la Damigella di Numidia, il Codazzurro e la Calliope siberiana. Oltre a vedere uccelli sensazionali, potremo ammirare paesaggi incontaminati e godere di visioni suggestive, come quella dei nomadi nelle yurte, che governano a cavallo branchi di pecore e cammelli domestici. La suggestione di questo Ornitour in Mongolia sarà unica e i piccoli disagi legati all’assenza di strutture ricettive ampiamente ricompensati dalle meraviglie alate che vedremo. Pernotteremo per quasi tutta la lunghezza del tour in campi tendati appositamente eretti dal nostro tour-operator locale; oltre alle tende personali, l’operatore ha predisposto una tenda ristorante comunitaria e tende-toilette.

ITINERARIO

1° giorno) volo Lufthansa Milano – Ulan Bator via Francoforte.

giorno) arrivo a Ulan Bator e trasferimento in hotel, dove pernotteremo una notte. Nella capitale mongola non c’è molto da vedere dal punto di vista architettonico e l’unica cosa interessante è il contrasto tra i campi tendati di yurte della periferia e i grattacieli e palazzi moderni della città, che ha, come tanti altri centri asiatici, ceduto alla modernizzazione. Avremo tempo di fare un po’ di birdwatching nelle aree verdi della capitale e lungo le rive del fiume Tuul, e non sarà difficile vedere le nostre prime specie, come la Cicogna nera, il Rondone codaforcuta, l’Averla bruna, il Culbianco isabellino, la Gazza azzurra (la popolazione relitta della Spagna rappresenta ancora un mistero ornitologico), il Nibbio guancenere (che alcuni ornitologi ritengono essere una specie buona, separata dal Nibbio bruno), il Tordo di Naumann, la Bigiarella, la graziosissima Cincia azzurra, il Gracchio corallino, il Ciuffolotto scarlatto, la Cornacchia orientale (considerato da molti ornitologi una specie a tutti gli effetti), il Frosone, lo Zigolo faccianera, lo Zigolo campestre e lo Zigolo dal collare.

/4° giorno) ci trasferiremo oggi a Terelj, una splendida area montagnosa nella catena dell’Hentiy, dove foreste di latifoglie e balze rocciose si alternano a coniferete e praterie alpine. Pernotteremo due notti nel campo tendato. Le due specie più rare di quest’area, che richiederanno un trekking discretamente impegnativo, sono il Gallo cedrone becconero e l’Allocco degli Urali. Meno impegno sarà richiesto per vedere le molte altre specie di uccelli che frequentano questa regione: Falco pecchiaiolo orientale, Sparviere eurasiatico, Lodolaio eurasiatico, Aquila minore, Poiana comune, Francolino di monte, Beccaccia eurasiatica, Beccaccino di Swinhoe, Tortora orientale, Cuculo orientale, Picchio cenerino, Picchio dorsobianco, Picchio rosso minore, Picchio tridattilo, Prispolone indiano, la favolosa Calliope siberiana, Codazzurro, Pettirosso blu siberiano, Codirosso di Dauria, Tordo oscuro, Tordo golascura, Macchiarolo della Cina, Locustella lanceolata, Luì verdastro, Luì boreale, Luì forestiero, Luì di Pallas, Pigliamosche fianchiscuri, Pigliamosche bruno asiatico, Pigliamosche della taiga (recentemente “slittato” dal Pigliamosche pettirosso), la splendida sottospecie caudatus del Codibugnolo, Picchio muratore eurasiatico, Ghiandaia eurasiatica, Ghiandaia siberiana, Cincia mora, Nocciolaia, Zigolo castano, Zigolo golarossa, Zigolo guancecastane e lo straordinario Ciuffolotto roseo codalunga.

giorno) torneremo di prima mattina a Ulan Bator, dove ci imbarcheremo sul volo per Dalanzadgad, nel sud del paese vicino al confine con la Cina. Qui, alle falde dell’Altai e vicini al deserto del Gobi, inizierà la nostra avventura in Mongolia, quasi che anche noi fossimo nomadi delle steppe. Come già accennato, pernotteremo in un campo tendato allestito per noi dal nostro operatore locale: per quanto non siano certo camere d’hotel, le tende per il pernottamento e le tende di servizio (ristorante, bagno e toilette) sono abbastanza confortevoli.

6°/16° giorno) in questi giorni ci muoveremo verso nord-nord-est attraversando scenari di incomparabile bellezza, popolati da uccelli di incomparabile suggestione. Inizieremo con l’esplorazione delle steppe che si stendono alla base dell’Altai, la patria dello splendido Piviere orientale, che cercheremo insieme all’altra specialità locale, il Sirratte di Pallas, una specie di cui i birdwatcher europei conoscono aver spesso in passato “invaso” l’Europa (quasi come i mongoli di Gengis Khan) dove a volte hanno persino nidificato. Tra le altre specie steppiche di quest’area ricordiamo la Calandrella asiatica e l’Averla delle steppe (due sottospecie, rispettivamente della Calandrina e dell’Averla meridionale, considerate specie buone da alcuni tassonomisti), la Tortora dal collare eurasiatica, la Passera lagia.
In uno scenario completamente diverso visiteremo la catena dell’Altai, e precisamente il Gurvansaikhan National Park e Yolyn Am, che in lingua locale significa la “valle del Gipeto”. Il perché di questo nome sarà chiaro a tutti, chè lo splendiso avvoltoio è in quest’area particolarmente numeroso. La catena del Gobi Altai non è particolarmente elevata, raggiungendo solo i 2500 metri; le sue valli, gole e canyon rocciosi ospitano specie di uccelli eccezionali. Anche qui sarà necessario un trekking impegnativo per vedere due specialità locali: il maestoso Tetraogallo dell’Altai e la piccola Passera scopaiola di Kozlov, l’unico endemismo della Mongolia. Tra le numerose altre specie dell’area ricordiamo: Avvoltoio monaco, Grifone dell’Himalaya, Aquila reale, Aquila delle steppe, Poiana degli altipiani, Falco sacro, Gheppio comune, Allodola golagialla, Calandro di Blyth, Passera scopaiola bruna, Sordone, Codirosso spazzacamino, Picchio muraiolo, Fringuello delle nevi, Luì panciazolfo, Fanello nordico, Ciuffolotto roseo magnifico, Ciuffolotto roseo maggiore, Zigolo di Godwleski.
Tra i mammiferi che frequentano la zona vedremo senz’altro i buffi pika, che sciamano sulle rocce e si infilano nelle loro fenditure, loro tane, per dfuggire agli attacchi di falchi e aquile. Questa è anche la terra di uno degli animali più belli e rari della Terra, il mitico Leopardo delle nevi; l’incontro con questa meraviglia della natura forse potrebbe far passare in secondo piano tutti gli uccelli.
Muovendoci verso ovest entreremo nel magico Deserto del Gobi, definito deserto, ma in realtà costellato di vegetazione che, in questa stagione dell’anno esplode dei colori di milioni di fiorellini; solo più a nord il deserto assume le tipiche caratteristiche di tale habitat, con splendide dune dove cresce un arbusto chiamato saxaul; ed è questa regione che ospita la graziosa Passera del saxaul. Tra le altre specie che vedremo in quest’area di deserto ricordiamo: Grillaio, Silvia del deserto, Monachella del deserto, Averla delle steppe, Averla isabellina
Faremo visita ad un’area celebre perché in essa furono scoperti i resti di numerose specie di dinosauro, e ancora oggi è frequentata da molti ricercatori di fossili.
Continuando verso nord-est entreremo in un paesaggio meno arido, all’orizzonte del quale svetta il massiccio del Bogd Uul. Le acque che scendono dai versanti di questo monte contribuiscono alla formazione di un’area di piccoli laghi e paludi. Quest’oasi di frescura ospita un grande numero si uccelli, in particolare anatidi e limicoli; potremo vedere, con fortuna, tutte le seguenti specie: Casarca, Damigella di Numidia, Corriere piccolo, Corriere mongolo, Corriere di Leschenault, Gambecchio collorosso, Piro piro del Terek, Sterna comune, Calandrella eurasiatica, Calandro di Blyth, Cutrettola testagialla orientale, Fringuello di Mongolia.
Un centinaio di chilometri più a est arriveremo alla meta agognata da ogni birdwatcher, Boon Tsagaan Nuur, un grande lago salmastro. Il lago è l’unica area dove vedere con certezza quasi assoluta uno degli uccelli più rari dell’Asia e del mondo intero, il Gabbiano relitto. Questa specie, conosciuta solo dai primi anni del secolo scorso in virtù di un individuo raccolto in Mongolia, lungo il confine con la Cina, ebbe la sua collocazione definitiva solo nel 1970, giacchè prima era considerato solo un ibrido, e da qualche ornitologo, addirittura un esemplare aberrante di Gabbiano testabruna. Nel 1970 invece, come accennato, ne fu scoperta una piccola popolazione in questo lago (e successivamente in poche altre località di Mongolia e Kazakistan). Avremo il privilegio di vedere questa specie che, con circa 2000 coppie, è il gabbiano più raro del mondo. Nello splendido scenario del lago, circondato da praterie e dominato dal profilo maestoso delle montagne del Gobi Altai, vedremo altre decine di specie, alcune molto comuni anche in Europa, altre tipiche dell’Asia Centrale e Orientale: Svasso maggiore, Svasso piccolo, Cormorano comune, Airone cenerino, Airone bianco maggiore, Spatola eurasiatica, Oca cigno, Oca indiana, Cigno reale (per i listers più sofisticati, qui il Cigno reale è nel suo territorio originario), Oca selvatica, Volpoca, Fischione eurasiatico, Canapiglia, Alzavola comune, Codone comune, Marzaiola, Codone comune, Mestolone comune, Moriglione eurasiatico, Fistione turco, Moretta comune, Moretta tabaccata, la deliziosa Anatra falcata, Smergo maggiore, Smergo minore, Quattrocchi comune, Aquila di mare di Pallas, Falco di palude, Gru cenerina, Folaga comune, Schiribilla grigiata, Piro piro pettorossiccio asiatico, Cavaliere d’Italia, Avocetta, Piviere dorato del Pacifico, Gambecchio ditalunghe, Gambecchio comune, Gambecchio nano, Combattente, Fratino, Pavoncella eurasiatica, Pittima reale, Chiurlo maggiore, Gambecchio frullino, Piro piro boschereccio, Pettegola, Albastrello, Voltapietre, Falaropo beccosottile, Gabbiano di Pallas, Gabbiano testabruna, Gabbiano del Caspio, Gabbiano comune, Fraticello, Sterna maggiore, Mignattino comune, Mignattino alibianche, Mignattino piombato. Sulla e nella vegetazione lacustre vedremo molti piccoli passeriformi, i più importanti dei quali sono la Locustella di Pallas, la Cannaiola di Jerdon, il Cannareccione orientale e lo Zigolo di Pallas.
Dopo aver goduto per quasi due giorni pieni delle meraviglie del Boon Tsagaan Nuur, ci muoveremo verso nord, alla volta delle montagne Hangar. Lungo il percorso ci fermeremo ad esplorare la zona di transizione tra il deserto e la steppa, quest’area essendo la favorita di uno straordinario uccello, la Ghiandaia terragnola di Henderson. Questa strana creatura appartiene ad un gruppo di uccelli, le ghiandaie terragnole appunto, che rappresentano un rompicapo per i tassonomisti: sistemati tra i Corvidi, esse sono più vicine alle nocciolaie che alle ghiandaie e rammentano addirittura, nell'aspetto e nel comportamento, l'Allodola beccocurvo e il Culbianco isabellino. Vedremo questa piccola creatura correre sul terreno aperto alla ricerca degli insetti di cui si nutre.
Le montagne Hangar fanno da contrappunto alle regioni aride fin qui visitate. Le praterie alpine, le foreste di larici e i boschi di salici sono ricchi di uccelli e, una volta incontrato l’uccello per cui siamo qui, e cioè il Saltimpalo di Hodgson, ci dedicheremo all’osservazione delle altre numerose specie di quest regione. Il Saltimpalo di Hodgson è la specie di saltimpalo meno conosciuta e una delle due considerate “vulnerabili” da BirdLife International. Nidifica solo in Mongolia e in una piccola area del Kazakistan e sverna nella regione Himalayana di India e Nepal. L’incontro con questo bellissimo uccello, molto più grande e colorato del nostro comune saltimpalo, sarà l’evento della nostra permanenza ad Hangay; dove peraltro potremo vedere anche l’Aquila di mare, la Pernice di Dauria, la Pernice bianca nordica, il Saltimpalo siberiano, una coppia di spettacolari codirossi, come il Codirosso di Güldenstadt e il Codirosso di Eversmann, il Luì scuro.
Ormai vicini alla capitale mongola, ci fermeremo alcune ore sulla riva di alcuni laghi che ospitano alcune specie di uccelli acquatici che non dovremmo ancora aver visto, come la Gru nucabianca, il Germano beccomacchiato, il Cigno selvatico, l’Orco marino e la Strolaga minore.
Prima di rientrare a Ulan Bator, esploreremo un’area di steppa a sud della capitale dove potremo vedere le nostre ultime interessantissime specie: il Gufo reale eurasiatico, la Taccola di Dauria, il Falco dell’Amur, la Calandra di Mongolia, la Monachella dorsonero, l’Ortolano, il Fringuello alpino di Padre David.

17° giorno) dopo un’ulteriore esplorazione delle steppe intorno a Ulan Bator, faremo ritorno nella capitale, dove pernotteremo una notte.

18° giorno) volo Ulan Bator – Francoforte e coincidenza con Milano, dove atterreremo all’aeroporto di Malpensa in tarda serata. Fine del viaggio.

SCHEDA TECNICA

Sistemazioni alberghiere
L'hotel ad Ulan Bator è un discreto tre stelle. Il campo tendato è stato descritto nell’introduzione al viaggio.

Difficoltà: Adattamento alla vita di campeggio. I due trekking montani (per il Gallo cedrone becconero e il Tetraogallo dell’Altai) sono impegnativi e richiedono buona forma fisica.

Bibliografia
Non esistono guide da capo espressamente dedicate alla Mongolia, quindi è necessario utilizzare le guide relative alla Cina e alla Russia, che, insieme, danno una copertura quasi completa degli uccelli della Mongolia:
A Field Guide to the Birds of Russia and Adjacent Territories (the former USSR) di Flint, Boehme, Kostin & Kutnetsov, Princeton University Press
A Field Guide to the Birds of China, di MacKinnon, Oxford University Press.

Costo del tour
Euro 4.880 (supplemento camera singola: Euro 100 per l’hotel di Ulan Bator. Nel campo tendato nessuna maggiorazione per la tenda singola).

Numero massimo di partecipanti: dodici.

Posti a disposizione: dodici.