Le Ande & i Llanos
3 - 21 novembre 2007
11 - 29 marzo 2008

Agli inizi del XVI° secolo Amerigo Vespucci giunse sulle coste dell'attuale Venezuela e, spintosi fino entro la laguna di Maracaibo, sulla costa caraibica, vi trovò villaggi indios costruiti su palafitte; diede allora alla regione il nome di "piccola Venezia", Venezuela appunto. Pur non possedendo i tesori artistici di Venezia, il Venezuela ospita entro i suoi confini tesori altrettanto importanti, i tesori naturalistici racchiusi nelle sue montagne, nelle sue coste e, soprattutto, in quel suo straordinario ambiente naturale che è la grande distesa dei llanos del fiume Orinoco. Abbracciate da un cerchio di montagne che le cingono da ogni lato, le pianure del fiume Orinoco sono il cuore pulsante del Venezuela. Esse sono utilizzate come ranch per l’allevamento del bestiame e sono soggette a periodiche piene. Durante la stagione invernale, il periodo della nostra visita, i llanos non sono completamente sommersi e la grande varietà di habitat che vi si crea con il calare del livello dell’acqua spiega l'enorme numero di uccelli e altri animali che vi troveremo. Esteso dalla costa caraibica all'Equatore, il Venezuela ospita entro i suoi confini la serie completa dei paesaggi della Natura in Sudamerica: le vette innevate delle Ande, le selvagge pianure d’altitudine del paramo, le lussurreggianti foreste tropicali, gli atolli corallini, le spiagge bordate da intricate mangrovie. Il birdwatching sarà entusiasmante in ogni regione che esploreremo (e come potrebbe non esserlo in un Paese che ospita 1300 specie di uccelli?), ma non mancheranno gli incontri con altri animali affascina nti e misteriosi, come il Formichieri giganti, il Capibara, le scimmie urlatrici, il Cervo della Virginia e quello straordinario abitatore dell’acqua che è il Delfino rosa. La nostra vacanza inizierà con la visita del parco nazionale Henri Pittier, dove esploreremo uno dei classici ambienti tropicali, la foresta nebulosa; visiteremo poi i contrafforti andini della valle di Santo Domingo, dove visiteremo spettacolari foreste e, a 4000 metri di altezza, la suggestiva steppa del paramo. Il momento magico della vacanza sarà comunque il periodo passato nei llanos: non ci stancheremo di guardare le centinaia di Capibara che attraversano i grandi stagni, gli impressionanti Jabirù che camminano ieratici nell’acqua, le migliaia di anatre, aironi e ibis che si spostano a frotte da una zona all’altra, le coloratissime are e amazzoni che schiamazzano sulla volta della foresta a galleria, i curiosissimi Delfini rosa che nuotano nei bracci fluviali. Questo e altro ci attende in Venezuela: una piccola Venezia che ci riserverà grandissime emozioni.

ITINERARIO

1° giorno) volo Milano/Roma-Caracas via Madrid.

2° giorno) arrivo a Caracas nella prima mattinata e trasferimento a Rancho Grande, dove pernotteremo cinque notti. Rancho Grande è la perfetta base per esplorare l'Henri Pittier National Park. Arriveremo in tempo per un'iniziale visita al parco.

3°/6° giorno) il Parco Nazionale Henri Pittier si estende nella Cordigliera della Costa, l’estensione orientale della Cordigliera di Merida. La vegetazione del parco è disposta su diversi livelli: a bassa quota la foresta pluviale tropicale, sostituita ad altitudini più elevate dalla foresta nebulosa. La flora di entrambe le selve è stupenda e le coloratissime infiorescenze degli alberi di erytrina, introdotta in Venezuela per fornire un po’ d’ombra alle piantagioni di caffè, sono una vera manna per i colibrì, che svolazzano frenetici da un calice all'altro: uno dei più belli in assoluto è lo Smeraldo codablu, ma ce ne sono decine di specie. Entro i confini del parco, che si estende fino alla costa caraibica, sono state registrate 500 specie di uccelli (inclusi dieci endemismi) ed è molto facile vederne più di cento in un giorno solo. Durante un'escursione lungo la costa vedremo Fregate magnifiche, Sule brune, Garzette rossastre, Ibis scarlatti. Ma sarà la foresta nebulosa che ci riserverà le emozioni più grandi: il birdwatching in foresta è sempre difficile, a volte sembra che i mille canti dalla volta degli alberi siano emessi da fantasmi; ma repentinamente arrivano i cosiddetti"feeding flocks", stormi che si muovono da un albero all'altro alla ricerca di cibo; ebbene, questi stormi possono contenere fino a trenta specie diverse. Ecco alcune delle più significative, a cominciare dai meravigliosi colibrì: Zaffiro codadorata, Brillante fronteviola, Silfide codalunga, Colibrì gropparamata, Colibrì cuneato, Smeraldo codaverde; ma non mancheranno le iridescenti tanagre, come la Tanagra guancerossicce, la Tanagra alibianche, la Tanagra capoblu; e, all'inseguimento degli eserciti di formiche che corrono sul suolo e lungo gli alberi, un altrettanto numeroso esercito dei "formicari", una famiglia di uccelli tipici dell'America Latina: Averla formicaria striebianche, Scricciolo formicario alirossicce, Tordo formicario faccianera. E in attesa degli stormi a caccia di cibo, potremmo vedere appollaiati sui rami, stranamente difficili da localizare nonostante i colori brillanti, meravigliosi Tucanetti scanalati, Picchi crestacremisi, Quetzal puntebianche. Con fortuna potremmo vedere ospiti più discreti, come il Gufo bianconero, il Succiacapre rossiccio, la Tortora quaglia lineata, l'Airone tigrato fasciato. I mammiferi del parco sono abbastanza elusivi, ma potremo certamente udire i concerti della Scimmaia urlatrice rossiccia e, con fortuna, potremmo vedere il Bradipo tridattilo.

7° giorno) torneremo oggi a Caracas, dove ci imbarcheremo su un volo per Barinas, e da qui ci trasferiremo a Santo Domingo, la nostra base per l'esplorazione della valle omonima, l'estremità più settentrionale della cordigliera andina. Pernotteremo a Santo Domingo tre notti. Già durante il trasferimento da Barinas potremo godere la vista di decine di specie di uccelli che frequentano i diversi habitat che si succedono lungo la strada. L'ambiente non è dei meglio conservati, poiché la foresta subtropicale è stata rimpiazzata da coltivazioni e prati, ma, ciononostante, gli alberi fioriti attirano numerose specie di colibrì, tra cui potremmo vedere il meraviglioso Barbacresta, forse il più bizzarro di tutti i colibrì.

8°/9° giorno) dedicheremo le due intere giornate all'esplorazione della Santo Domingo Valley, concentrandoci su alcune aree che ospitano le specie più celebri, come lo stupendo Galletto di roccia delle Ande, l'Anatra dei torrenti e il Merlo acquaiolo capobianco. L'estremità venezuelana delle Ande ospita numerose specie il cui areale di diffusione è centrato in Colombia e ci concentreremo quindi sulle specie più belle e rare: Eremita pettorossiccio, Eremita fuligginoso, Eliangelo del Merida, Golastella beccolungo (tutte specie di colibrì), Jacamar testachiara, Quetzal crestato, Quetzal testadorata, Manachino codafili, Manachino alidorate, Manachino crestabianca (se avessimo fortuna potremmo vedere la curiosa danza nuziale dei manachini). Speriamo di incontrare qualche specie delle stranissime cotinghe, tipiche del Sudamerica, a cui appartengono bizzarre creature come i campanari, gli uccelli parasole e anche i galletti di roccia; le cotinghe di Santo Domingo sono il Fruttaio pettodorato e il Corvo beccafrutta crestarossa. Esploreremo la laguna di Mucubaji, dove vedremo l'Alzavola marezzata e intorno alla quale cercheremo il Beccaccino delle Ande e il Tapaculo ocellato, una specialità locale.

10° giorno) ci trasferiremo oggi a Merida, facendo una deviazione per esplorare il paramo, la tipica steppa d'altura andina, che si estende ai piedi del Pico Aguila. Raggiungeremo i 4000 metri di altitudine e faremo birdwatching in uno scenario incantato. Potremo vedere in cielo la possente Aquila poiana pettonero e cercheremo anche qui lo spettacolare Barbacresta e la Pitta formicaria capocastano, il cui penetrante fischio trisillabico risuona dappertutto. Pernotteremo a Merida tre notti.

11°/12° giorno) esploreremo in questi due giorni due ambienti naturali molto diversi tra loro: la foresta d’altitudine del Parco Nazionale della Sierra Nevada e la pianura del paramo del Pico Humboldt. Il colpo d’occhio della foresta nebulosa è spettacolare, e anche il paramo, pur se uniforme, ospita animali e vegetazione interessante. Quando entreremo nel verde cupo della foresta dovremo fare un poco di attenzione per localizzare gli animali che si muovono in essa; la foresta tropicale, come abbiamo già detto, pur essendo uno degli habitat più ricchi di vita, è uno degli ambienti più difficili per il birdwatching. Ma ciò che potremo vedere ripagherà la fatica fatta: Trogone mascherato, Tucanetto smeraldo, Parrocchetto testarosa, Picchio mantocremisi, Rampicatore bandenere, Ghiandaia collare nero, Fruttaio barrato, Fruttaio verdenero, Cotinga crestarossa. Anche in questa foresta gli stormi misti possono includere decine di specie: tanagre, averle formicarie, tiranni, colibrì, corritronchi, fringuelli, cacique, bucafiori. Nelle pianure d’alta quota è ovviamente più facile localizzare gli uccelli, che svolazzano e corrono da un arbusto all'altro: Scriccioli del paramo, Fringuelli del sierra plumbei, Cinclodi alibarrate, Pispole del paramo, Codaspino-cincie delle Ande, Canestrai dorsostriato, Lucarini delle Ande.

13° giorno) trasferimento a Merida e volo a Caracas, dove pernotteremo. Dipendentemente dall'orario d'arrivo, potremo avere un po’ di tempo per visitare la città. Caracas fu fondata nel 1567, su di un'area dove sorgeva un villaggio di indiani caracas, dallo spagnolo Diego de Losada, che le diede nome Santiago del Leon de Caracas. L'aspetto attuale della città è quello di un centro moderno; infatti, quasi tutti i suoi edifici sono posteriori al 1941, anno in cui l'architetto Villanueva diede inizio, per incarico del governo, ad una gigantesca operazione di rinnovamento urbanistico.

14° giorno) ci imbarcheremo oggi su di un volo che ci porterà a Hato Pinero, il più famoso ranch all'interno dei llanos. Pernotteremo a Hato Pinero quattro notti.

15°/17° giorno) i posti mitici per il birdwatching sono in genere le cosiddette "aree umide": il delta dell’Okavango in Botswana, il Pantanal in Brasile, il delta del Danubio in Europa. Quello straordinario mondo dai labili confini tra acqua ed aria che è la palude affascina i naturalisti, e in particolare i birdwatcher, che possono vedere (e fotografare) un grande numero di specie diverse concentrate in aree relativamente poco vaste. I llanos venezuelani non mancheranno di entusiasmare il naturalista. I llaneros, i cow-boys di queste sterminate paludi, governano il bestiame senza dimostrare la minima preoccupazione per le orde di Capibara che attraversano gli stagni (carpincho, questo è il nome locale del Capibara, è il “topo” più grosso del mondo), né per i caimani che attendono pazientemente un momento di distrazione di qualche jacana o di qualche anatra. I llanos sono un paradiso per il birdwatcher, ma essi ospitano anche un gran numero di mammiferi: scimmie cappuccine, armadilli, formichieri, ocelot, puma, jaguarundi e persino il leggendario giaguaro. Accompagnati dalle esperte guide naturalistiche del ranch, effettueremo numerose escursioni a piedi, in jeep e in battello; durante l'escursione in barca, potremo vedere uno dei più rari delfini fluviali del mondo, Delfino rosa dell'Orinoco, chiamato localmente Boto. Effettueremo anche un'escursione notturna alla ricerca di gufi e succiacapre. Per quanto riguarda gli uccelli, vale la pena ricordare che negli llanos, una delle migliori aree mondiali per il birdwatching, è possibile vedere 150 specie in un giorno, con quindici specie di aironi, sette di ibis, venti specie di rapaci e alcune specie rare e localizzate come l'Hoatzin, lo Svassorallo americano, il Tarabuso del sole, tutte le cinque specie di martin pescatori sudamericani, il Nittibio maggiore e l'endemico Pigliamosche barbabianca. La lista che segue è solo indicativa: Hocco beccogiallo, Cormorano olivaceo, Aninga americana, Airone bianco maggiore, Airone guardabuoi, Garzetta nivea, Airone collobianco, Airone fischiatore, Becco a cucchiaio, Airone tigrato rossiccio, Cicogna americana, Cicogna maguari, Spatola rosa, Ibis collocamoscio, Ibis bianco, Ibis verde, kaimichi cornuto, Oca dell'Orinoco, Anatra dal pettine, Anatra muschiata, Anatra del Brasile, Dendrocigna facciabianca, Dendrocigna pancianera, Nibbio chioccioliere, Nibbio beccosottile, Avvoltoio testagialla minore, Poiana di savana, Falco aplomado, Ara macao, Pollo sultano americano, Rallo gigante, Jacana del Sudamerica, Pavoncella dorsonero, Totano zampegialle minore, Totano zampegialle maggiore, Cavaliere messicano, Piro piro solitario, Sterna beccogrosso, Occhione americano, Becco a forbice nero, Gufo dagli occhiali, Gufo striato, Cuculo nano, Picchio verdeoro, Nittibio grigio, Succiacapre nacunda, Martin pescatore amazzonico, Martin pescatore verde, Codaspino golagialla, Pigliamosche vermiglio, Pigliamosche codaforcuta, Manachino lanceolato, Merlo pettorosso, Trupiale, Fringuello zafferano, Cardinale capirosso, Tanagra monaca. Tra i mammiferi ricordiamo anche il Procione cancrivoro, il Cervo codabianca, il Tayra, il Pecari dal collare, la Volpe cancrivora, il Pipistrello pescatore. Tra i rettili, il Caimano dagli occhiali e l'immenso Anaconda.

18° giorno) dopo un'ulteriore escursione nelle vicinanze del ranch, voleremo a Caracas, dove ci imbarcheremo sul volo per Madrid.

19° giorno) arrivo a Madrid e prosecuzione per Milano/Roma. Arrivo alla città di destinazione e fine del viaggio.

SCHEDA TECNICA

Sistemazioni alberghiere
Hotel e lodge di buon livello.

Difficoltà: Ascensioni fino a 4.000 metri slm, che effettueremo comunque lentamente, permettendo all'organismo di acclimatarsi. Le passeggiate in quota sono effettuabili senza problema da un adulto in buone condizioni di salute.

Bibliografia
Field Guide to the Birds of Venezuela, di Steven L. Hilty, Christopher Helm.

Costo del tour
Euro 5.260 (supplemento camera singola: Euro 470).

Numero massimo di partecipanti: dodici

Posti a disposizione: dodici in tutte le date