Messico Meridionale
Chiapas & Oaxaca. Birdwatching sulle orme di Montezuma
1° - 24 aprile 2016

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Intro

I profondi canyon di roccia nuda come profonde ferite della terra; i giganteschi cactus nei deserti assolati come sentinelle immobili di una realtà senza tempo; i villaggi calcinati dal sole e spazzati dal vento; i coyote che ululano al sole, nere silhouette contro il cielo rosso sangue; gli avvoltoi che descrivono ampi cerchi nel cielo. La migliore tradizione dei film western holliwoodiani ha attinto a piene mani le proprie scenografie dal territorio messicano. Il Messico è quasi distribuito su di un subcontinente, e il suo paesaggio naturale possiede ben più degli stereotipi cinematografici a cui siamo abituati; è un mosaico di straordinari ambienti naturali molto diversi tra loro, è una terra prodiga di suggestioni per il turista che ne voglia scoprire le mille sorprese, non soltanto naturalistiche. Il Messico è infatti culla di popoli e grandi civiltà e vivremo grandi emozioni di fronte alle immani rovine che testimoniano la grande cultura raggiunta, già migliaia di anni fa, da Maya, Toltechi, Aztechi e Zapotechi. Ma il nostro amore per la natura ci porterà ad avere un occhio di riguardo per gli spettacolari scenari che troveremo in terra messicana. Il nord del paese e l’altopiano centrale, in gran parte semidesertici, ospitano distese di mesquite, cactus "candelabra" di diverse specie, agavi e molte altre piante grasse. Le aree montagnose sono coperte di incredibili foreste di querce e, alle maggiori altitudini, da stupende foreste di pini ed abeti. La regione meridionale ospita la foresta pluviale tropicale e il grande sistema palustre del fiume Usumacinta. Una così grande varietà di ambienti non può non tradursi in una grande ricchezza di vita animale, ed in particolare di uccelli. L’America Latina è conosciuta come “Bird Continent’, il continente degli uccelli, in virtù della presenza in esso di più di un terzo delle diecimila specie di uccelli del mondo; il Messico è l’avamposto settentrionanale del magico mondo tropicale ed è la meta più adatta per avvicinarsi a colibrì, pappagalli, tucani e quella congrega di uccelli strani, nel nome, fattezze e abitudini, come rampicatori, spigolafogli e formichieri, solo per citarne alcuni. Sono quasi cento le specie endemiche del Messico e altre decine sono "endemici regionali" poiché il loro areale si estende verso sud al massimo fino al Nicaragua. E delle specie endemiche molte sono localizzate ad un singolo stato federato, e a volte di quello stato sono confinate a pochi chilometri quadrati. Chiapas e Oaxaca sono gli stati messicani più ricchi di endemismi e sarà per noi un privilegio ammirare alcune delle specie più belle e rare del mondo. Le sierre ed il chaparral ospitano anche mammiferi molto interessanti: chissà se riusciremo a vedere i coyote ululare nella notte, chissà se vedremo quello splendido felino che è il Puma, chissà se potremo ammirare i grandi balzi dell’Antilocapra. Il nostro viaggio prevede l'esplorazione degli stati di Chiapas e Oaxaca, con un piccola puntata nel Veracruz. Arriveremo a Città del Messico, da dove voleremo a Palenque, sito archeologico di grandissima importanza: birdwatching e cultura nello stesso momento! Esploreremo la foresta tropicale intorno a Palenque, effettueremo un escursione alle paludi del fiume Usumacinta, tappezzate di uccelli acquatici bellissimi, come il Jabirù, la cicogna più grossa del mondo. Ci trasferiremo poi a San Cristobal de Las Casas attraversando la Sierra Madre de Chiapas. La regione intorno a San Cristobal ospita spettacolari foreste di pini e querce, che esploreremo alla ricerca degli straordinari uccelli che le abitano, a partire dalla splendida Parula testarosa, un endemismo regionale, e dallo spettacolare Motmot golablu, accompagnati da una torma di piccoli e ronzanti colibrì. A San Cristobal verremo anche in contatto con una realtà etnica affascinante: la locale popolazione indigena dai vestiti coloratissimi e dalle antichissime tradizioni culturali, che incontreremo soprattutto negli affollati mercati cittadini, dove i venditori dei prodotti artigianali locali siedono dietro a montagne di tappeti e terracotte di ogni dimensione. Da San Cristobal ci trasferiremo a Tuxtla Gutierrez, la base di partenza della nostrae escursione al celebre e magnifico Canyon El Sumidero; lungo il percorso ci fermeremo in un'area carsica che ospita una delle più grandi rarità messicane, endemica di un piccolissimo fazzoletto di terra nello stato di Chiapas: lo Scricciolo di Nava, una bestiola scoperta solo nel 1971. I giorni successivi ci vedranno esplorare le aree dell'istmo: sulle colline di Arriaga vedremo specie rare e localizzate, soprattutto il Ciacialaca panciabianca e lo Scricciolo gigante; sulla costa del Pacifico visiteremo alcune lagune dove faremo, finalmente, un pò di birdwatching facile e ricco (decine di specie di aironi, anatre, ralli, gabbiani, sterne, limicoli); a Tehuantepec e Tapanatepecle nostre ricerche saranno dedicate a due delle creature più belle di quest'area: lo Zigolo di Rosita e lo Zigolo pettoarancio, due autentici arcobaleni alati. Ci trasferiremo poi a Puerto Angel, dove effettueremo un pelagic trip (in questo tour non ci faremo mancare niente) e visiteremo la Sierra de Miahuatlan, contrafforte meridionale della magnifica Sierra Madre del Sur. Raggiungremo poi Oaxaca, centro delle nostre escursioni alle aree intorno alla città: Cerro San Felipe, Sierra de Juarez e il sito archeologico di Monte Alban. La lista degli uccelli di Oaxaca è sterminata; in ogni ambiente, dalle aree desertiche tappezate di cactus Candelabra, alle foreste nebulose d'altura, tutti di una suggestione e bellezza mozzafiato, vedremo uccelli così diversi tra di loro da chiederci come possano convivere entro pochi chilometri: dal supercolorato Trogone montano ai sobri Scricciolo dei cactus, spigolafoglie e rampicatori vari. Sulla via per Mexico City ci fermeremo a Cordoba, perchè le aree intorno alla città sono il posto migliore, praticamente l'unico, per vedere lo Scricciolo di Sumichrast, un altro dei favolosi scriccioli messicani. A Città del Messico visiteremo tre aree molto importanti per gli uccelli: La Cima ospita l'endemico ed estremamente localizzato Passero della Sierra Madre; le paludi di Almoloya del Rio sono la case della Golagialla capinera (un parula, una "silvia" americana) e al Bosque de Tlalpan potremo vedere un'altro Parulidae endemico, la Golagialla monaca. Termineremo questo splendido viaggio con la visita alla città azteca di Teotihuacan.



Palenque è una delle tre città precolombiane che visitermo durante il viaggio. Il valore aggiunto di questo sito maya è la splendida jungla tropicale che la circonda (© Peter Andersen, CC BY-SA 3.0)


Credits immagini slideshow: Trogone dal collare (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0), Canyon El Sumidero (© Jan Harenburg, CC BY 3.0), Oropendola di Montezuma (© Kathy & Sam, CC BY 2.0), Zigolo pettoarancio (© Kurt Bauschardt, CC BY-SA 2.0), Palenque (© Peter Andersen, CC BY-SA 3.0)

 

Il Messico è terra di contrasti: i paesaggi vanno dal deserto drappeggiato di cactus alla lussurreggiante jungla tropicale, fino alla foresta nebulosa montana. E anche la sua avifauna si dispiega in un range di forme e colori che vanno da quelle meravigliose dei tipici uccelli tropicali (pappagalli, colibrì, tucani e affini), ad uccelletti dal piumaggio mimetico, sobri e insignificanti, se non fosse che alcuni di questi ultimi sono talmente rari da rappresentare target molto più ambiti dei cugini supercolorati. La meraviglia illustrata sopra è un Trogone montano (© Ron Knight, CC BY 2.0 )




E l'esempio degli uccelletti "insignificanti" sono: sopra, lo Scricciolo dorsofasciato, una delle 32 specie di scriccioli messicani, alcuni dei quali sono, come lo Scricciolo di Sumichrast e lo Scricciolo di Nava, tra le specie target del viaggio (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0); sotto: il Passero di Oaxaca, una delle specie di zigoli (i passeri del Nordamerica sono appunto Emberizidae) endemiche del Messico (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Mappa interattiva



Itinerario in breve

1° giorno) volo Milano - Città del Messico via Madrid
2° giorno) volo a Villahermosa e trasferimento a Palenque
3° e 4° giorno) Palenque
5° giorno) trasferimento a San Cristobal de Las Casas
6° giorno) Cerro de Huitepec
7° giorno) trasferimento a Tuxtla Gutierrez
8° giorno) Canyon El Sumidero
9° giorno) trasferimento ad Arriaga
10° giorno) Arriaga
11° giorno) trasferimento Tehuantepec. Tapanatepec
12° giorno) Tehuantepec
13° giorno) trasferimento a Puerto Angel. Pelagic trip. Sierra de Miahuatlan
14° giorno) Valle di La Soledad, Sierra Madre del Sur
15° giorno) Valle di La Soledad. Trasferimento a Oaxaca
16°/18° giorno) regione di Oaxaca: Sierra de Juarez, Cerro San Felipe, Monte Alban
19° giorno) trasferimento a Cordoba. Amatlan

20° giorno) Amatlan. Trasferimento a Mexico City. La Cima
21° e 22° giorno) La Cima. Teotihuacan. Almoloya del Rio. Bosque de Tlalpan
23° giorno) volo Mexico City - Madrid
24° giorno) volo Madrid - Milano


Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere: hostal, lodge e alberghi di buona levatura.

Difficoltà: nessuna

Bibliografia: A Guide to the Birds of Mexico and Northern Central America, di S. N. G. Howell & S. Webb, Oxford University Press;
consigliata anche una guida sul Nordamerica: The North America Bird Guide, di Sibley, Pica Press.

Costo del tour: Euro 5.800

Numero massimo di partecipanti: undici


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Itinerario dettagliato    
1° giorno) volo Iberia Milano - Città del Messico, via Madrid. Arriveremo a Città del Messico in serata e ci trasferiremo in un hotel della capitale, dove pernotteremo.

2° giorno) volo interno a Villahermosa, la capitale dello stato messicano di Tabasco; da qui ci trasferiremo via terra a Palenque, nello stato del Chiapas, dove pemotteremo tre notti.

3° e 4° giorno) Palenque è uno splendido sito archeologico maya, più piccolo rispetto a città maya altrettanto celebri come  Tikal e Copán, ma contenente alcune delle più belle opere di architettura e scultura che i Maya abbiano prodotto; nel 1987 è stata iscritta dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'Umanità. Tra tutti gli insediamenti del periodo classico in Messico è forse il più interessante, soprattutto per le magnifiche opere di scultura di ogni genere che vi sono state ritrovate; i bassorilievi, in particolar modo, sono di squisita fattura e le figure disegnate sono di un realismo sconvolgente, siano volti dolenti e rassegnati di schiavi e prigionieri, siano i tratti gentili e alteri di danzatori o di autorevoli capi. Ammireremo il Tempio delle Iscrizioni, il Tempio del Conte e le altre splendide costruzioni della zona. Dopo il suggestivo tuffo nel passato, archeologico e culturale, della grande civiltà maya ci dedicheremo agli uccelli dell’affascinante regione del Chiapas. La foresta pluviale dove li cercheremo è di per sé uno spettacolo, con le sue varie forme di vita vegetale: grandi alberi incrostati da muschi e licheni, enormi foglie simili a ventagli di seta, curiose bromeliacee che, trattenendo l’acqua alla propria base, formano vere e proprie piscine naturali frequentati da insetti, ranocchie e lucertole. A Palenque molte specie raggiungono l'estremo settentrionale del loro areale, e qui potremo vedere uccelli che non incontreremo più nel resto del viaggio. Non dovremo allontanarci di molto, dal sito archeologico, perché la foresta pluviale tropicale intorno ai templi è molto ben conservata e ospita frotte di uccelli. A Palenque ne sono state osservate più di 250 specie , con una fine selezione dei più famosi gruppi neotropicali: pappagalli, tucani, aracari, jacamari, colibrì, motmot e trogoni. Di queste ultime gemme supercolorate (che, nonostante il piumaggio brillante, è sembre difficile localizzare nel fitto della foresta) vedremo il Trogone dal collare, il Trogone violaceo, il Trogone codardesia e il Trogone testanera. Tra i colibrì, i più ricercati saranno l'incredibile Sciabolatore cuneato e lo Smeraldo panciabianca, a Palenque all'estremo nord del loro range (ma sono una decina in tutto le specie che potremo vedere). Un altro target importante sarà il raro ed elusivissimo Tordo formichiere faccianera (la sottospecie locale è spesso considerata una specie buona, il Tordo formichiere del Messico): sentiremo spesso il suo potente richiamo, una serie di fischi penetranti, e lo cercheremo con assiduità, ma riuscire a vedere la bestiola sarà un altro paio di maniche. Palenque ospita numerose altre specie di "formicari", molto più facili da vedere (la famiglia dei Formicariidae, a distribuzione esclusivamente neotropicale, deve il nome alle abitudini di caccia: gli uccelli seguono gli eserciti di formiche che sciamano nelle foreste, per avventarsi su tutti i piccoli animali, per solito invertebrati, che le formiche, nel loro inarrestabile cammino, sollevano dal pavimento della foresta): Averla formicaria maggiore, Averla formicaria barrata, Scricciolo formichiero alimacchiate, Formichiere fosco, Pitta formichiera squamata. La scalata dei templi ci metterà nelle migliori condizioni di vedere i rapaci diurni che, nelle aree di foresta, sono sempre difficili da localizzare; le specie tipiche di quest'area sono: Avvoltoio re, Falco dei pipistrelli, Falco sgnignazzante, Nibbio uncinato, Nibbio bidentato, il bellissimo Nibbio plumbeo, Poiana grigia, Poiana nera maggiore; in questo periodo dell'anno alcune specie di rapaci si congregano per la partenza per il Nordamerica, dopo aver passato l'inverno al caldo, così potremo vedere grandi stormi di Poiane alilarghe, che a volte includono qualche esemplare di bellissimi Nibbi codadirondine, anch'essi migratori. I tinami sono sono uccelli simili alle pernici, ma la cui origine è incerta; il Messico meridionale rappresenta l'estremo nord del loro areale: a Palenque potremo vedere, con un pò di fortuna, il Tinamo maggiore e il Tinamo pettoardesia. Delle già citate meraviglie colorate delle foreste neotropicali potremo vedere anche il Motmot capoblu, il Motmot cigliaturchesi, il Pappagallo guancerosse, il Pappagallo frontebianca, l'Eremita codalunga, l'Eremita minore, l'Aracari dal collare, il Tucano carenato, il Jacamar codarossiccia, l'Oropendola testacastana, l'Oriolo dei frutteti, la Tanagra formichiera capirossa, la Tanagra collocremisi. Tra le altre specie chiave di Palenque ricordiamo: Codaspino pettorossiccio, Scricciolo panciabianca (una delle trenta specie di scriccioli messicani), Tanagra averla golanera, Passero dorsoverde.

5° giorno) ci trasferiremo oggi a San Cristobal de Las Casas, ma prima di partire faremo una piccola deviazione per andare a visitare un altro degli hot-spot del Chiapas, le paludi dell'Usumacinta, il fiume che disegna il confine con il Guatemala. In questa meravigliosa area umida vedremo decine di specie di uccelli: il Pellicano bianco americano, il Cormorano olivaceo, la Nitticora testagialla, la Garzetta nivea, il Becco a cucchiaio (una nitticora dal becco sovradimesionato), la Cicogna americana, l'Airone della Louisiana, la Spatola rosea, lo Jabirù (la cicogna più grossa del mondo), l’Aninga americana, la Dendrocigna fulva, la Dendrocigna pancianera, l'Ibis bianco, la Jacana americana, la Folaga americana, lo Svassorallo americano, il Rallo gigante, la Pavoncella meridionale, il Corriere dal collare, il Corriere di Wilson, il Cavaliere messicano, il Becco a forbice nero. Non manca, nella vegetazione che borda i chiari d'acqua, una ricchissima avifauna di piccoli Passeriformi, alcuni di essi magnifici, come il Pigliamosche coda a forbice, il Pigliamosche codaforcuta, la Ghiandaia dello Yucatan, il Beccogrosso pettorosa. Quantunque non destino un’istintiva simpatia, potremo ammirare anche alcuni rettili, serpenti e grandi iguane verdi che riposano, assolutamente immobili, al limitare della palude. Tra i mammiferi potremmo vedere il Cervo della Virginia e il Pecari dal collare che attraversano circospetti la palude; circospetti perché la regione ospita anche il loro peggior nemico, il Giaguaro. Dopo aver attraversato la Sierra Madre de Chiapas, dove ci fermeremo ad ogni buona occasione di birdwatching, raggiungeremo la nostra meta odierna, dove pernotteremo due notti.

6° giorno) esploreremo le foreste che ricoprono le montagne intorno a San Cristobal (la cittadina è situata a 2100 metri di altezza) alla ricerca dei suoi gioielli alati. A San Cristobal verremo anche in contatto con una realtà etnica affascinante: la locale popolazione indigena risponde in pieno alla nostra idea degli “indios” messicani; potremo scambiare quattro chiacchiere (le nostre lingue sono tutt’altro che una barriera) con questa amabile gente, dai vestiti coloratissimi e dalle antichissime tradizioni culturali; la incontreremo soprattutto negli affollati mercati cittadini, dove i venditori dei prodotti artigianali locali siedono dietro a montagne di tappeti e terracotte di ogni dimensione. L'area più importante per il birdwatching in questa regione è la riserva del Cerro Huitepec, una collina coperta da foreste di querce e pini. La specie target di Huitepec è la splendida Parula testarosa, un endemismo regionale (oltre che nel Chiapas è presente solo in Guatemala). Anche i boschi di Huitepec ospitano alcuni uccelli emblema dei neotropici, come il Trogone montano, il Motmot golablu e una torma di piccoli e ronzanti colibrì: Colibrì magnifico, Guanciaviola verde, Colibrì guancebianche, Colibrì golametista (le ultime due specie sono specialità regionali). Tra le altre specie più interessanti della riserva ricordiamo: la Quaglia canora, la Ghiandaia golanera, la Rondine capinera, lo Scricciolo cigliarossicce, il Pigliamosche delle pinete, la Parula caporossiccio, il Solitario dorsobruno, il Tordo collorossiccio, il Codirosso golacenere, lo Scricciolo dorsofasciato, il Fringuello di macchia nucabianca. Un'uscita serale potrebbe farci scoprire un Assilo barbuto o un Allocco maculato (o entrambi).

7° giorno) dopo ancora un poco di birdwatching nell'area di San Cristobal, ci trasferiremo alla cittadina di Tuxtla Gutierrez, dove pernotteremo due notti, ma lungo il percorso ci fermeremo in un'area nota per ospitare uno delle trenta e più specie di scriccioli del Messico, lo Scricciolo di Nava, sicuramente la più rara: fu scoperta solo nel 1971 dall'ornitologo messicano Juan Nava Solario, a cui fu dedicato il nome della specie.

8° giorno) visiteremo oggi un magnifico monumento naturale: il canyon El Sumidero. Profondamente incassato nei fianchi della montagna, le pareti e i bordi del canyon non sono costituiti da nuda roccia, ma da verdeggianti boschi, ricchi di uccelli; le foreste cambiano di tipologia con l'altitudine e da distese di boscaglia arida nelle aree basse del canyon si passa alle foreste di querce tropicali e subtropicali. Le specie target del canyon sono molte e ci daremo da fare per vederne quante più possibili, a partire dal Mimì minore, (una delle due specie messicane di mimì, il celebre nemico di Willy Coyote) che potremo vedere, con un pò di fortuna, uscire allo scoperto e correre come nel famoso cartone animato. Una delle specie più belle e rare del Sumidero è il Granatello pettorosso (una volta considerata una parula e oggi infilata nella famiglia dei Cardinalidae). E' invece davvero una parula la Parula codaventaglio, un'altra specialità locale, ed endemismo regionale. Tra le altre rarità del canyon ricordiamo il Parrocchetto verde, lo Smeraldo di Canivet, il Colibrì fronteverde, il Colibrì capoazzurro, il Pigliamosche fasciato, il Pigliamosche fiammato, il Beccaio dal collare (i beccai sono strani uccelli appartenenti alla famiglia neotropicale Tytiridae), il Mimo biancazzurro, lo Zigolo blu, l'Oriolo alibarrate. Potremo vedere naturalmente altre decine di specie, meno rare e più diffuse, tra cui: Gheppio americano, Ciacialaca unicolore, Colino della Virginia, Tortora orecchiuta, Tortora inca, Ani beccosolcato (un cuculo), Rondone di Vaux, Forbicino sottile, Colibrì golarubino, Motmot caporuggine, Picchio panciavorio, Picchio olivaceo, Ghiandaia inca, Zigolo indaco, Vaccaro bronzato. Il canyon ospita anche una fauna non-avifauna ricca e interessante e potremmo incrociare un Cervo codabianca o una truppa di Scimmie ragno di Geoffroy o forse, con un pò di fortuna, un Tamandua settentrionale. Di fortuna ce ne vorrebbe molta di più per riuscire a posare gli occhi sui carnivori del canyon, come l'Ocelot e lo Jaguarundi. A Sumidero ci sono anche numerose specie di rettili e potremmo vedere il Coccodrillo americano.

9° giorno) dopo un'ulteriore mattinata passata al canyon, ci trasferimento a Arriaga, dove pernottere due notti. Ci fermeremo lungo il percorso ad ogni buona occasione di birdwatching.

10° giorno) la regione intorno ad Arriaga è uno dei birding hot-spot del Chiapas. La foresta spinosa e i boschi a galleria che tappezzano i fianchi delle colline intorno alla cittadina ospitano uccelli splendidi, rari e localizzati. A sud di Arriaga, poi, si estendono, lungo la costa dell'Oceano Pacifico, vaste mangrovie, spiagge sabbiose e lagune retrodunali che sono un tripudio di uccelli acquatici. Non mancano praterie, giardini e aree coltivate che, per quanto non esattamente naturali, possiedono le loro specie tipiche. Uno dei target principali di oggi sarà lo Scricciolo gigante: l'appellativo è relativo, ma meritato poiché con i suoi 22 centimetri è lo scricciolo più grande del mondo! La seconda specie target è il Ciacialaca panciabianca; i ciacialaca, il cui nome ricorda le loro vocalizzazioni, simili ad un ciac ciac ciac ciac, sono uccelli neotropicali simili a galline e, per quanto grossi e chiassosi, non è mai molto facili vederli. Altre specie chiave delle colline di Arriaga sono gli splendidi Trogone citrino (endemico del Messico) e Parrocchetto del Pacifico, la Tanagra aligialle, l'Oriolo ocra (una sottospecie del comune Oriolo dei giardini, ma molto verosimilmente già specie buona). Anche Arriaga possiede la sua buona dose di rapaci e l'ambiente aperto ci permetterà di tenere sempre controllato il cielo, nella speranza cha appaia, ad esempio, l'Avvoltoio nero, l'Avvoltoio tacchino, l'Avvoltoio testagialla minore, il Caracara crestato, la Poiana codarossa, la Poiana grigia, la Poiana di Harris, la Poiana zampelunghe, tutte specie più che probabili ad Arriaga, per la gioia dei rapaciologhi.

11° giorno) oggi ci trasferiremo a Tehuantepec, nello stato di Oaxaca, ma dedicheremo tutta la mattinata all'esplorazione delle aree intorno alla cittadina costiera di Puerto Arista; in particolare visiteremo un paio di lagune retrodunali ricchissime di uccelli ed esploreremo con attenzione le mangrovie che le bordano. L'elenco degli uccelli che, per una volta sarà facile osservare con il cannocchiale, è lunghissimo; vedremo aironi, come l'Airone bianco maggiore, l'Airone azzurro maggiore, l'Airone azzurro minore, l'Airone della Louisiana, la Garzetta nivea, la Garzetta rossastra e l'Airone guardabuoi; cercheremo con attenzione l'Airone tigrato golanuda, che, contrariamente ai suoi cugini non frequenta le aree aperte ma se ne sta sempre nascosto nella vegetazione perilacustre; vedremo la magnifica Spatola rosa, l'Ibis bianco americano, l'Ibis facciabianca e la Cicogna boschereccia. In volo sull'oceano o appollaiati sulla spiaggia vedremo Pellicani bruni e Cormorani neotropicali. Diverse specie di anatre frequentano le acque, alte e basse, delle lagune: Codone comune, Marzaiola americana, Mestolone comune, Fischione americano, Moretta minore. Frotte di limicoli, che ci divertiremo a identificare, sciamano sulle spiagge o zampettano in acqua e nei prati circostanti, e anche qui l'elenco è ricco: Piviere dorato americano, Pivieressa, Corriere di Wilson, Fratino americano, Corriere semipalmato, Killdeer (o Corriere vocifero), Cavaliere messicano, la spettacolare Avocetta americana, Totano zampegialle maggiore e minore, Willet, Totano vagabondo, Chiurlo piccolo americano, Chiurlo beccolungo, Falaropo di Wilson; non manca quella coingrega di piccoli e assolutamente identici tra loro gambecchi a cui proveremo a dare un nome: Gambecchio americano, Gambecchio semipalmato, Gambecchio occidentale, Gambecchio di Baird, Gambecchio americano. Gabbiani e sterne sono una caratteristica di ogni laguna e Puerto Arista non fa eccezione: Gabbiano sghignazzante, Gabbiano di Franklin, Gavina americana, Sterna elegante, Sterna reale, solo per fare qualche esempio. Nelle aree di acqua più calma camminano bellissime e ieratiche Jacane del Centroamerica, endemiche dell'area toponima, e non mancano i rapaci tipici delle aree costiere, come il Falco pescatore e il Nibbio uncinato. Le mangrovie ospitano diverse specie di uccelli, tra cui due bellissimi martini, il Martin pescatore verde e il Martin pescatore neotropicale. Visiteremo anche un'area chiamata Boca del Cielo, dove potremo vedere altri uccelli acquatici e forse incamerare qualche specie assente a Puerto Arista. Subito dopo pranzo, senza neanche la classica siesta messicana, partiremo alla volta della nostra destinazione odierna, ma effettueremo una sosta sulle colline di Tapanatepec, il posto migliore, in tutto il suo ristrettissimo areale, per vedere il meraviglioso Zigolo di Rosita: il nome di questo arcobaleno alato, parti superiori e capo di blu ultramarino, petto chiazzato di lilla e pancia arancio intenso, celebra la moglie del naturalista messicano Francis Sumichrast, lui stesso ricordato in numerose specie animali, inclusi due target del nostro viaggio, il Passero di Sumichrast e lo Scricciolo di Sumichrast. A Tapanatepec avremo ottime occasioni di vedere alcune specie che dovremmo reincontrare a Tehuantepec, ma che qui sono più comuni, come il Cuculo terragnolo minore, il Picchio frontedorata, il Passero testastriata, l'Oriolo dorsostriato, il Cacicco aligialle. In serata arriveremo a Tehuantepec, dove pernotteremo due notti.

12° giorno) le foreste aride intorno alla cittadina di Tehuantepec sono la casa di due delle più belle creature alate della regione, che rappresentano naturalmente, il target più importante della giornata odierna; si tratta dello Zigolo pettoarancio e dello Zigolo di Rosita, che potremmo avere già visto a Tapanatepec. Entrambi endemici dell'istmo di Tehuantepec, vivono in ambienti xerofili: non sono rarissimi da queste parti e il loro incontro sarà uno dei momenti più emozionanti del tour. Sono chiamati zigoli (bunting in inglese) ma in realtà appartengono alla famiglia, recentemente istituita dei Cardinalidae, sono cioè diversi dal gruppo di uccelli consueti a noi europei e anche dai passeri nordamericani. Tra le altre specialità di questo pezzo di Oaxaca ricordiamo il Ciacialaca del Messico Occidentale, il Pappagallo capolilla, il Mimì minore (Tehuantepec è la roccaforte messicana di questo cuculo terricolo e, qualora non lo avessimo ticcato a El Sumidero, lo faremo senz'altro qui), il Colibrì di Doubleday, il Pigliamoscerini dalle redini, il Passero di Sumichrast, tutte specie endemiche del Messico Meridionale. Sono molte altre le specie che potremo vedere e tra queste ricordiamo la bizzarra e spettacolarmente ciuffuta Ghiandaia gazza golabianca, il Parrocchetto frontearancio, il Re dei tiranni tropicale, il Re dei tiranni occidentale, lo splendido Pigliamosche codaforbice, il Pigliamosche di Nutting, lo Scricciolo nucarossiccia, lo Scricciolo fasciato. I boschi di Oaxaca ospitano ancora le parule migratrici che presto abbandoneranno il Messico per fare ritorno negli States; di queste vedremo diverse specie, tra cui Parula bianconera, Parula di Nashville, Parula gialla, Parula di MacGillivray.

13° giorno) partiremo di primissima mattina per raggiungere Puerto Angel, dove abbiamo prenotato un pelagic-trip e dove pernotteremo due notti. Gli uccelli pelagici non rappresentano certo il pezzo forte di un tour in Messico, ma un paio d'ore in mare ci permetteranno di ingrossare la nostra check-list e, con fortuna, di vedere la specialità locale, la Berta di Townsend, una specie divisa in tre sottospecie, probabilmente tutte specie buone; la locale Berta di Townsend (le altre due nidificano su Kauai, nelle Hawaii, e su Rapa, nelle Isole Australi) nidifica solamente sulle Isole Revillagigedo. Tra le specie più comuni che potremo osservare nel pelagic-trip ricordiamo la Berta piedicarnicini, la Berta delle Galapagos, l'Uccello delle tempeste nero, l'Uccello delle tempeste minuto, la Sula fosca, la Sula di Nazca, il Fetonte beccorosso, la Fregata magnifica, il Pellicano bruno, la Sterna reale. Appena rientrati dal pelagico, inizieremo la nostra esplorazione delle coliine che si estendono a nord di Puerto Angel, nella Sierra de Miahuatlan, parte della grande Sierra Madre del Sur.

14° giorno) poco a nord di Puerto Angel la foresta tropicale semidecidua dapprima si mescola e poi lascia completamente il posto alla foresta di pine e querce, in uno splendido mosaico di ambienti, ricchissimi di uccelli. Nella Valle di La Soledad cercheremo gli uccelli tipici di questa regione, alcuni dei quali sono endemici di questo piccolo frammento di Messico, altri della nazione, ma tutti magnifici; a partire da tre colibrì: Colibrì capoblu, Colibrì fianchicastani e Eremita del Messico, tutti endemismi dello stato di Oaxaca (ma potremo vedere almeno altre dieci specie di colibrì, meno rari e dall'areale più vasto). Due delle specie più ricercate nelle foreste de La Soledad saranno la Ghiandaia golabianca e la Tortora quaglia facciabianca. La prima è una bellissima e piccolissima ghiandaia (è grossa quanto un merlo) ed è un endemismo della Sierra Madre del Sur; la seconda, molto difficile a stanarsi, in virtù delle sue abitudini riservate, ha un areale più vasto, arrivando fino al Nicaragua. Tra le altre specie chiave di questa splendida regione ricordiamo la Civettina del Colima, il Rondone codaforbice maggiore, il Picchio capogrigio, lo Scricciolo felice, il Pigliamosche di seta grigio, il Vireo dorato, il Vireo averla fianchicastani, la Parula caporossiccio, la Tanagra testarossa, il Lucarino testanera.

15° giorno) avremo tutta la mattinata a disposizione per rivisitare le foreste di La Soledad per cercare le specie che avessimo mancato il giorno prima (e per vederne di nuove, naturalmente). Poi iniziaremo il trasferimento verso Oaxaca, dove pernotteremo quattro notti.

16°/18° giorno)
la regione intorno ad Oaxaca comprende vari ambienti naturali, e qui esploreremo i classici paesaggi messicani, come il deserto punteggiato di cactus, la steppa e le montagne spoglie ed aride, ma anche fitte foreste pluviali e nebulose. Nel deserto, lungi dall’essere tale dal punto di vista della vita animale, troveremo, e osserveremo con facilità, uccelli dai piumaggi più dimessi di quelli dei loro cugini di foresta, ma ugualmente affascinanti. Le nostre escursioni in questi tre giorni saranno incentrate sulla magnifica Sierra de Juarez, sul Cerro San Felipe e sul magico sito archeologico precolombiano di Monte Alban. La vegetazione della Sierra de Juarez si sviluppa dalle foreste pluviali planiziali a quelle montane, per trasformarsi ancora più in alto in foreste nebulose, e verso la sommità della sierra, in foreste umide di pini e querce. La varietà di habitat si riflette in un'avifauna ricca e composita; una delle specie più spettacolari della sierra è il Guan crestato, una specie di gallina arborea (appartiene alla famiglia dei Cracidae, Galliformi) difficile da vedere tra le fronde in cui si nasconde. Potremo vedere, ma è molto più facile sentirne i richiami, altri Galliformi, come la Pernice boschereccia codalunga e la Quaglia boschereccia macchiata, e avremo ulteriori chance di osservare la Tortora quaglia facciabianca. Endemismi regionali di lustro che potremo aggiungere alla nostra checklist sono: Clorofonia capoblu, una triade di colibrì uno più leggiadro dell'altro come il Colibrì bombo, il Colibrì golagranata e il Colibrì berillo, il Codaspino pettorossiccio, la Ghiandaia unicolore, il Solitario ardesia, il Fringuello di macchia nucabianca, il Bucafiori panciacannella (i bucafiori sono Thraupidae, e cioé uccelletti simili alle tanagre). Sulla foresta, per quanto non così comunemente come sulle zone aride, volano molti rapaci e potremo quindi aggiungere qualche specie alla nostra lista: Aquilastore ornato, Poiana bianca, Falco di foresta barrato, Falco di foresta dal collare, Poiana codarossa. La foresta della sierra, nelle sue diverse forme altitudinali ospita specie tipiche dei Neotropici, forse non particolarmente rare e localizzate, ma tutte di una grande bellezza: Pappagallo cappuccino, Parrocchetto barrato, Parrocchetto azteco, Trogone violaceo, Trogone dal collare, Motmot capoblu, Jacamar codarossiccia, Picchio lineato. La solita congrega di formichieri e simili metteranno a dura prova le nostre capacità identificative; tra le numerose specie ricordiamo l'Averla formicaria barrata, il Formichiere fosco, lo Spigolafoglie golasquamata, lo Spigolafoglie golacamoscio. Un gruppo di uccelli molto belli e divertenti sono i rampicatori, uccelli dalle abitudini e dal comportamento simili ai picchi, ma da essi distantissimi dal punto di vista evolutivo (sono Passeriformi): il Rampicatore beccoavorio e il Rampicatore olivaceo sono due specie comuni nella sierra. Il Cerro San Felipe ospita molte specie simili a quelle della Sierra de Juarez, ma ha il pregio di essere il posto migliore della regione dove ammirare la Ghiandaia nana, un raro endemismo del Messico meridionale. Durante la ricerca della ghiandaia potremo vedere altre specialità loclai, forse già viste nella Sierra de Juarez e forse no: Scricciolo barregrigie, Tordo usignolo rossiccio, Fringuello di macchia caporossiccio, Touì dal collare, Oriolo dorsonero. Monte Alban è un sito archeologico Zapoteco. Gli Zapotechi sono la più misteriosa tra le antiche popolazioni che si insediarono in Messico: di loro si sa soltanto che fondarono città stato di struttura teocratica; Monte Alban è la più famosa e potremo visitarne gli splendidi resti. Come valore aggiunto, le piramidi e i templi di Monte Alban ospitano moltissimi uccelli; la vegatazione del sito è rada e arida e le specie che vedremo qui saranno probabilmente tutte novità; tra di esse le più interessanti sono: Picchio pettogrigio, Pigliamosche pileato, Scricciolo di Boucard, Mimo beccocurvo, Mimo azzurro, Mimo ocellato, Vireo ardesia, Vireo nano, Vireo di Cassin, Beccogrosso testanera, Oriolo di Scott, Passero di Oaxaca, Passero dalle redini (queste ultime due specie, come tutti i passeri americani, sono in realtà zigoli, appartenenti alla stessa famiglia Emberizidae dei nostri comuni zigoli italici). Altre specie meno rare e più diffuse che potremo vedere a Monte Alban sono: lo Scricciolo dei cactus (scricciolo per modo di dire perché è un vero e proprio gigante nel mondo degli scriccioli, raggiungendo le dimensioni di un’allodola), la Tortora lamentosa, la Tortora pennebianche, il Fibi di Say, il Tordo eremita, il Passero di Lincoln, il Passero caporossiccio. Nelle aree di boscaglia un poco più densa potremmo incontrare un uccello a noi ben noto, il Tacchino selvatico; in questa regione il Tacchino selvatico (peraltro già addomesticato dagli antichi Aztechi) è realmente tale e qui ingrasserà soltanto la nostra check-list.

19° giorno) inizieremo oggi il nostro viaggio verso Mexico City, dove termineremo il viaggio in un trionfo di birdwatching e cultura. Ma la nostra meta odierna è la città di Cordoba, dove interromperemo il viaggio per vedere alcuni uccelli che solo qui, in quest'area dello stato federato di Veracruz è possibile vedere con relativa facilità. Partiremo da Oaxaca molto presto al mattino, sia per dare ancora un'occhiata alle aree intorno alla città alla ricerca di qualche specie che avessimo ciccato, che per arrivare ad Amatlan, vicino a Cordoba, in tempo per una prima esplorazione. Il motivo della visita ad Amatlan è la ricerca di uno dei più rari e localizzati scriccioli della trentina di specie messicane, lo Scricciolo di Sumichrast, una bestiola dal piumaggio abbastanza insignificante, ma molto, molto ricercata.

20° giorno) oggi raggiungeremo Città del Messico, ma dedicheremo tutta la mattinata all'esplorazione di Amatlan, per vedere, o rivedere, lo Scricciolo di Sumichrast. Insieme alla piccola creatura, incontreremo altre specialità dell'area, come il Tinamo di boscaglia (i tinami potrebbero essere considerati la controparte neotropicale delle nostre pernici), il Ciacialaca unicolore, il Pappagallo guancerosse, il Tucano carenato, il Tucanetto smeraldo, l'Aracari dal collare, la Ghiandaia verde. Vedremo (e sentiremo) chiassose colonie di Oropendole di Montezuma, colorati "itteri" che costruiscono nidi intessuti con fibre e foglie che pendono dagli alberi; uno stuolo di ghiandaie, picchi, pigliamosche e tanagre concorrono alla splendida biodiversità ornitica dell'area. Cercheremo comunque di partire in tempo per visitare un'altra area nei pressi dei quartieri meridionali di Mexico City, un'area chiamata La Cima, notissima tra i birdwatcher, locali e internazionali per ospitare un endemismo molto localizzato, il Passero della Sierra Madre (La Cima è comunque così vicino a Mexico City che potremo tornare nei giorni successivi qualora mancassimo il passero, anzi lo zigolo). La Cima conta una bird-list di una cinquantina di specie, e, oltre il piccolo passero, potremo vedere, o rivedere, uccelli interessanti come il Mimì minore, il Picchio di Strickland, lo Scricciolo barregrigie, la magnifica Parula rossa, il Mimo beccocurvo, il Vireo di Hutton, il Touì dei canyon, il Junco occhigialli. Pernotteremo tre notti a Mexico City.

21° e 22° giorno) abbiamo programmato per questi due giorni un (eventuale) escursione a La Cima, che potremmo saltare se l'incontro con il Passero della Sierra Madre avesse avuto successo, alle paludi di Almoloya del Rio, al Bosque de Tlalpan e alla splendida città azteca di Teotihuacan. Di La Cima abbiamo già parlato; le paludi di Almoloya del Rio sono celebri tra i birdwatcher che riconoscono in quest'area quella dove più facilmente è possibile vedere la Golagialla capinera, una parula endemica dell'altopiano centrale del Messico; insieme a questo grazioso uccelletto potremo vedere altri endemismi regionali come l'Ittero bicolore e il Passero striato; un poco di birdwatching "umido" ci sarà consentito dal lago intorno al quale si estendono ii canneti che ospitano i piccoli Passeriformi che stiamo cercando; tra le specie che potremo vedere ricordiamo: Podilimbo, Alzavola americana, Gobbo delle Giamaica, Piro piro zampelunghe, Piro piro pettorossiccio maggiore, Sora, Folaga americana, Moretta dal collare, Germano del Messico (un Germano reale senza dimorfismo sessuale, in cui entrambi i sessi sono simili alla femmina del Germano reale). Anche il Bosque de Tlalpan ha la sua stella ornitologica, la Golagialla monaca, un'altra parula endemica del Messico, che vedremo insieme ad altre specialità locali e a specie a distribuzione più vasta. Teotihuacan era abitata già prima dell’era cristiana, la città raggiunse il suo massimo splendore dal 300 al 600 dC. Percorreremo l’enorme Viale dei Morti, ai lati del quale si ergono numerosi edifici; visiteremo il complesso monumentale della Cittadella e la famosa Piramide della Luna; resteremo ammirati della maestria con cui 2000 anni fa gli indios messicani scolpivano splendidi bassorilievi ed innalzavano grandiose statue. Concluderemo la nostra vacanza con un “volo pindarico” culturale e potremo fare una considerazione: gli Aztechi, provenienti dal nord dell’attuale Messico, furono guidati nella loro peregrinazione verso sud dal loro dio tribale, Huitzilopochtli (che letteralmente significa “colibrì del sud”); dopo anni di vagabondaggio nell’altipiano, un sacerdote scorse il segno predetto da Huitzilopochtli, il segno che doveva rivelare la terra promessa, un’aquila, posata su un cactus che divora un serpente; in quel punto esatto sorse Mexico Tenochtitlan, la capitale degli Aztechi, l’antica Città del Messico; potremmo dire, con un calembour, che Mexico City fu fondata grazie ad un birdwatcher.

23° giorno) al mattino tempo per lo shopping; al pomeriggio trasferirmento all’aeroporto dove ci imbarcheremo sul volo per Madrid.

24° giorno) arrivo a Madrid; coincidenza con il volo per Milano Malpensa; arrivo a Milano e fine del viaggio.

 

Motmot caporuggine, endemico di Messico e Guatemale, è uno dei gioielli dele foreste abbarbicate dul canyon El Sumidero (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Con un pò di fortuna potremo vedere più di dieci specie di colibrì, incluso questo Colibrì di Doubleday (questa, che è la sottospecie messicana del Colibrì beccolargo, diffuso, con diverse sottospecie, dagli Stati Uniti meridionali ai Caraibi, è considerata ormai da quasi tutti gli autori una specie buona) (© Alan Wilson, CC BY-SA 3.0)




Il meraviglioso Trogone citrino è una delle quattro specie di trogoni che potremmo vedere nel tour, l'unica endemica del paese (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Delle 23 specie di pappagalli che vivono in Messico potremmo vederne, con un pò di fortuna, una decina, incluso il grazioso Parrocchetto frontearancio (© Charlene Wood, CC BY-SA 3.0 )




Tra le già citate specie sobrie, se non scialbe, c'è anche il Pigliamosche pileato, che ha comunque il gran pregio di essere un endemismo del paese; fortunatamente è abbastanza comune negli ambienti di foresta della regione di Oaxaca (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Tucani e aracari sono tra gli uccelli simbolo dei Neotropici; tra questi, l'Aracari dal collare sarà una delle nostre "prede" più ambite; l'area dove avremo più probabilità è Amatlan, vicino a Cordoba (© Joseph C Boone, CC BY-SA 3.0 )




Questa grossa gallina è il Guan crestato, un esponente della famiglia dei Cracidae, una famiglia tipicamente Neotropicale. Nonostante si agrosso e rumososo non sarà facile localizzarlo nella fronzuta volta della foresta che frequenta (© Geoff Gallice, CC BY 2.0 )



Uno degli uccelli più ricercati nelle paludi dell'Usumacinta; questo Jabirù è la cicogna più grossa del mondo e per vederla abbisogniamo di un pò di fortuna, perchè in Messico sta diventatndo sempre più rara (©  Alastair Rae, CC BY-SA 2.0 )




Le ghiandaie neotropicali sono una più bella dell'altra e forse questa Ghiandaia verde sta in cima alla lista; anche se non così rara come le altre specie che dovremmo vedere, la Ghiandaia nana e la Ghiandaia golabianca, l'incontro con tale magnificenza ci procurerà grande soddisfazione (© Alan Wilson, CC BY-SA 3.0)




Dei diciotto mimi che vivono in Messico, ben cinque sono endemici; il nostro itinerario ci permetterà di vederne due, uno dei quali è il Mimo ocellato illustrato nella foto (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Non è endemico questo picchio, e non è neanche particolarmente raro, ma la bellezza ed eleganza del Picchio lineato sono incomparabili (© Dario Sanches, CC BY-SA 2.0)




Simili ai picchi in quanto ad abitudini (li si vede spesso arrampicarsi lungo tronchi e rami alla ricerca di cibo) i rampicatori sono da loro filogeneticamente ben lontani (sono Passeriformi); quello illustrato, il Rampicatore beccoavorio, è uno dei più grossi (© Amado Demesa, CC BY-SA 2.0)




Le nostre uscite serali ci porteranno tre o quattro specie di gufi, come questo Allocco maculato (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Nell'istmo di Tehuantepec questa bestiola, endemica di quella regione, assorbirà molti dei nostri sforzi di ricerca. Lo Zigolo pettoarancio è una delle più grandi (e meravigliose) rarità del Messico meridionale (© Kurt Bauschardt, CC BY-SA 2.0)




E lo Zigolo di Rosita regge il confronto; anch'esso endemico localizzato, sarà uno delle specie top del viaggio (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Delle numerose specie di tanagre, questa Tanagra aligialle sarà una delle più apprezzate; abbastanza rara, il suo areale è ristretto al Messico meridionale e al Nicaragua (© Dominic Sherony, CC BY-SA 2.0)




Il magnifico Granatello pettorosso, un endemismo messicano, era considerato fino a poco tempo fa una parula, seppur "modificata"; poi è stato sistemato, insieme a molte altre specie simili, nella famiglia dei Cardinalidae. Il canyon El Sumidero è la sua roccaforte e lì lo troveremo (© Ron Knight, CC BY 2.0 )




La bellissima Oropendola di Montezuma appartiene, insieme a merli del Nuovo Mondo, vaccari, orioli e cacicchi, alla famiglia degli Icteridae. Ad Amatlan, ma anche in altre aree lungo il tour, vedremo le sue colonie: questa specie costruisce nidi a forma di fiasco che vengono assicurati ai rami da cui pendono (© Kathy & Sam, CC BY 2.0)




Il Tucanetto smeraldo possiede un piumaggio ben colorato, ma quando le sue parti inferiori non sono visibili, è straordinariamente difficile localizzarlo nella chioma dell'albero dove è appollaiato (© Soprano For Now, CC BY 2.0 )




I pigliamoscerini sono un'altra famiglia tipicamente americana (alcune specie sono presenti anche negli Stati Uniti): Polioptilidae. Non particolarmente venusti, ma sempre interessanti, soprattutto questo Pigliamoscerini guancebianche, un endemismo regionale (oltre che in Messico è presente solo in Nicaragua) (© Jerry Oldenettel, CC BY-SA 2.0)




Nonostante il nome, questa bella Tanagra formichiera capirossa, appartiene alla famiglia dei Cardinalidae, e non ha niente a che fare con le vere tanagre (© Hector Bottai, CC BY-SA 3.0)


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